Rassegna storica del Risorgimento

GIANSENISMO ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1952>   pagina <488>
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Cornuto Cvìttia
doni ntffrrsoi* Itmki attenuata f r.d-iUx od OJW.'"UJ (Mtalira, e dall'intima congiun­tura delle due fazioni si ir*-" un DMQIIHÌO haporiafllratiino eh Contiate nella ifouìu dì liberarsi dell'una e d<-li'alt*. *npprimriiilul* entrambe, giacche toon batta rhr , Giansenismo a multo; tu bisogna inoltre spegnere ugni reliquia di Cfimitlinio; u* perché quoto non ò inni" fjiiiiso e funesto di quello perche durando in vita eoa raanch-reì'be ili r cu citare la sella contraria. ')
Nelle pine precedenti che. *c i prescinda dal proposito dì degradare quanto più IMM pjibile l'uno de' due termini, rappretentam> quanto dì più vivo e di pio pcne-tranne al intensa m tutta l'opera, il parallelo è spinto agli "Irì'i li giantrattaano è seguito in tutte le faj, io Francia e in Italia, nel suo petto pratico e dogmatico, e giudicato, con indulgenza o rigore, secondo i cari; Qualche indulgenza pochùainu in verità e anche conce** al gèni ritmo giudicato con maggior severità condannato pia decisamente. Cli è data qualche lode per aver combattuto talora fe­licemente gli eccedi del nemico, ma la lode e mbito attenuata dalla riserva che segue immediatamente, e cioè che la lotta fu ingaggiata non tanto per amor del vero e delle rette credenze quanto per gl'interessi dell'Ordii ed è pienamente annullata dall'altra che * legge più oltre e eioe che, empre per la tutela degli ataaM intere**!, e**o ha fatto dì tatto per risuscitare il giansenismo. ~ Lo strato accade per ciò che concerne le opi­nioni e le dottrine politiche. Al qua! proposto *> fa notare che. tra l'altro, i graniti, verro la fine del secolo XVI inventarono e ottennero il regicidio e il diritto alla rivolta. mentre ose fi an eh cariano il dispotismo e la tirannide, tempre per opportuni UBO; mentre i loro avversari, pacando da un estremo all'altro, spinsero, affli inizi. oH'cstre-mo i diritti del principe e ai vollero poi. nell'ultima fae, all'opinione coni raria; e l'os-aervarione e confortata dagli riempi del Crrgoire e del Tamburini.
Questi e altri luoghi dimostrano, anche una volta, a chiare note, come la visione Mirica del Gioberti, specie da i fatti più recamti, abbia, ad onta della vistosa intelaiatura filosofivi, un usteAta p marnati lieo, quello di piegare o interpretare i fatti alla tregua dell'ideale che s'intende porre in atto, e come l'illusione del Primato conciliare reli­gione e civiltà, cali olir ismo e rivoluzione riviva, sia pure alquanto sbiadila e oit'al-tm forma, anche fra le pagine del Crsuìto moderna cosi lontano e diverso in apparenza. Ma latta ri>> non attenua la profonda avversione per il giansenismo. Basterebbe leggere. "Itre al ret, quanto in proposito la scrino in tm brano ch'i fra i pio elo­quenti e significativi dell'opera: Tutto l'ordine della natura e della grazia fu preor­dinato ah ritmo contro il povero vescovo d'Ipri e i pallidi teologi di Fortorealr e di Pinoia ... lo venero quanto altri la MplaBta e rnerota guerra mossa da Roma contro un'eresìa crudele, che spoglia il Critianeiroo di quella nota di dolcezza e di bontà, che e la pio divina delle ne prerogative. Ma lo ammiro appunto la crociata intellettiva di Roma contro chi voleva introdurre il fto dei Manuel tutti nel simbolo ortodoo e permutava senza avvedersene l" Evangelio eoll'Alcorano, perche considero questa parte congiuntamente a tutta la somma del dogma cattolico dell'azione romana per mantenerlo intatto, guardandomi di equetrre il teorema dal '(sterna, e l'episodio dall'epoca. I decreti della Chiesa contro la truce fazione eonridcrati come necessari o almeno opportuni a salvare e mettere in ricuro nn lato importantissimo di quell'M F-.* razionale e rivelata, che contien tutti ì veri, hanno un aspetto serio ed augusto, anche agli occhi dell'uomo civile e del filosofo, E cosi dee considerare la continua milìzia
'I VoL III, p. 95 eg. 'I ibìd. pp. 80, 3. 77.