Rassegna storica del Risorgimento
GIANSENISMO ; GIOBERTI VINCENZO
anno
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1952
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pagina
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494
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194
Carni-Io Cariti la
Cuneat*. Ma, anca* a tal propotilo, mi acmbra che t'm.tini ad et*** rara e che fuKi, cprimero in termini pia preciai.
C. Uuum e . Manzoni * additano *p<t*o rotar qu'lli *-hr pio, avrebbero rwn-tltO l'uiftutao del KÌanwniu: l'uno per IVR ricrvnio la prima educazione da BM-tri nutriti della tradizione reti<to* iniziatali a Port-Koyal, l'altro jir e ite re alato convcrtito al catlolicerimo da un prrte ebe del e,òuiM-uiano fu aperture convinto e tenace. Ma, anche ammetto che ufJatte circo* t ani e abbiano un certo peto, converrebbe ulteriormente di mot trai* evu non molto at<-vole ch'eaae abbiano avuto importanza definiva nello tvolzjmento del penrirro reli/.ioo e politico d'O'uno e dell'altro; del Matusi piuttosto indine a un deiuno eVe in perfetta contraddióon* Cùn la dottrina tradizionale di qualsivoglia ehiew eriitiana. del M anioni che, ad onta di qualche leera incrinatura, ri tenne tempre fedele allo pinta della tradizione rat-tulica. Non tolo. ma conviene anche aRKiirazcre che, al pori di cari, altri cooperarono in vario modo ai primi tentativi di rinnovamento politico Tommaneo. Balbo, Koamiai, D'Azeglio. Saatarosa, Gioberti altri ancora che quando non lo avverarono pia o meno apertamente, o lo ignorarono del tutto, furono estranei al gianacnitmo. Del Gioberti abbiamo dùcono abbattami per vedere con quanta eloquenza al fotte viho contro i primi e gli ultimi epironi di Ciantcmo: ma anche di qualch'aluo che, come B, Rieaaoli, ai noie ricondurre o raceotiare alle fonti del gianaraitmo toccano perchè tatto preao dal aoguo di quella riforma interrale della Chìea di Roma ebe lo accompagno ino azb ultimi noi giorni, ri potrebbe dubitare. Si penti per poco allo pirito e al contenuto delle riforme peniate od attuate da Giuseppe li e dal Granduca Leopoldo. tutte dettate dai pre*uppoti teorici del regali tino o del gallica ni mo e ri vedrà agevolmente la dittarmi che intercorre, e non piccola, tra le concezioni ebe affiancavano la politica ectieriftatica dei illuminati e quelle che animavano l'opera de*
primi politici della terra Italia e dello .tewo Kicamli.
Con ciò non voglio dire che il giozueniamo centrano il quale ha. per altro, e>prc*-riooj ri diverge che vanito dalla compattati-rza mi tu mia del profcaxire Tamburini all'attività M-U pigliata del cittadino Ronza, non abbia, in certo modo e nei termini dì tempo accentuili, influito ui prima moto ri torri mentale, ma *olo che *n tale in-Buaao ri è alquanto esagerato e che etto va, invece, contenuto, a mio modesto avvi, in una zona più limitata.
(UtOtELO CaftliTtA
dwolort rrpubblicano, e, aggiunge: io "geo M zcrillu/O e lo Credulone, ette cararUiaee, dir fa omarr rUprttarr qualsiioclia gereroo; non retro nullo nrìla mtdttìma, eh* io applicabile czel urie-amen le atta demoeraiia (CoDlOQLA, OD. eù., vn, II, p. 337 **) Anche nella alena Lombardia non mancavano, del retto, giantenìni che peaiavano rome F. De Vecchi e i toscani e che, io quanto tali, condannavano lu tpirito rivoluzionario e la condotta dello Zola e del Tamburini, rimproverato di avere, dopo le iu* eceW-artri Lstltrr ttolojtieo-politich*. aiutato quella terribile avventura della Ci tal pina, e . al pari dì tanti amie*, caduti in drfrsian* u vinti dalla eduzione (Cart/eri fcraaciani tniriiri (uilo rifa e i trmpi di P. Tamburini, in Sìolltttina -itila SotUtò porr' di ttarin patria. Pavia 1928, p. 2.18 tee,: vedi anche tulio iteaao arrota roto n e II V* reni'io natica lombarda, I928. p. 201 *eg, la reeen*. li . Zanelli. Per quanto riguarda ' Tamburini: C. 'Axtttt, 11 GiarurJuzmo brteiarto mila fin* drl ite. XP HI, in Commertfarì delT.dteneo di teimir, Initrr té arti in Brucia prr Vanno 1926, p. 69 egg-)-