Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MANCINI PASQUALE STANISLAO ; MITTERMAIER KARL JOSEP
anno <1952>   pagina <512>
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LETTERE INEDITE DI P. S. MANCINI AL Mini-ir.lAihi: MI in.' ENNIO l'i PREPARAZIONE
Carlo Ciuwppe Anioim. Miuermairr, ') l'eminente ci uri la di fama più chi- eu-ropea, amore del famoso libro: tutimUdu ZuMSndt del 1844, nel quale e ruminalo il problema italiano, qua!*- agli lo VwduVl prima della rivoluzione del 1B18. fu un grande. amieo del anatro paca* a drlia sa* un. Venne egli in Italia per !-n sette volte, prese parte ad alcuni dei Con-re*i degli Scienziati, e tatti* ralTlesrfaO eoi più insigni nomini del MU tempo: sn-ienuati ed uomini politici, eh* ebbero petf [ni viva ammiratone e Urna fraudi stima.
Il carteggio di latti costoro trovasi raccolto, ad Heidelberg, dove ì! Mitf-rmaier insegnò quasi per tutto il tempo della uà carriera universitaria, presso gii eredi dello i tratta dì un cospicuo ed importante fondo, che comprende, lettere di Sriopia, Gioberti, Mamiaui. Petit ti di Koreto. Cantò. Antonio Scialoja, Albini. Buonemiipagtu, l'incili. Gino Capponi. Carmignani, l'Ali. Magna. Era eneo Amari, Vito D'Onde* lieggio. Nicol* Nicolini ed altri. Un grappo prezioso di lettere, ben quaranta inedite, è quello di Pasquale Stanislao Mancini. :J Vanno da 1810 al 1844. Eaae contengono importanti accenni polìtici, oltre quelli dì carattere scientifico, oitinenti quest'ultimi ai comuni ludi giuridici.
11 Mancini fu ut) devoto, affezionalo amico ed ammiratore del Miltemiuier, cui conobbe personalmente a Napoli, quando quest'ultimo vi *i recò nel 1845 pel Con-, 1,110 defili scienziati italiani. Darò qualche notizia delle lettere posteriori iti 1849 per non uscire dall'argomento del Congresso.
È risaputo che il Mancini dopo i fatti di Napoli fu confetto, imperversando la reazione, a lasciare precipitosamente nell'aprile 1S49 quota citta, ru il Ministro fran­cese Rayneval che lo salvia dui sicuro arre-to, e, avendogli dato rifugio insieme ad altri liberali sa navi Eni En arado di raggiungere il Piemonte. Appena arrivato
in Torino, in esilio, rc.li apprese la uà condanna in coatuniHci a venticinque anni di lavori fonali pei fatti del 15 maggio 1848. A Torino egli era già conosciuto ed apprezzalo, li che atro presto in dimìstichezza coi migliori nomini di quel centro, scienziati e politici, ed ebbe da Massimo d'Azeglio la cattedra di diritto internazionale e marittimo creata proprio per lui. Da Torino, rimasta non ostante i disastri del 1N.R-Ì9 la capitale della liberta, egli comincio la *ua campagna contro i Borboni. Ed e risaputo che uno dei cuoi primi atti fu quello di fare stigma ti ara re per mezzo di un Parere da lui scritto da tulio il foro piemontese il rnvatoo Iwirbonico, reo di avere illegalmente ed incosti­tuzionalmente processato i Deputati della nudane.
La prima lettera del Mancini alHittermaier dopo la fuga da Napoli e. quella del .i gennaio 1850. E un lungo documento, col quale il Mancini informa il suo amico lon­tano dei fatti di Napoli. Il Mancini vi deplora i ciechi e sconsigliati tentativi repubblicani
'1 Sul MI tienimi cr vedi: BUdtr aia don Lthtn con K. J. A. Mìarrmaìtr - Zur funfkunJtrtjàhfifrr JuUl/eier dtr VnwmitSt IttiJrlbrrg govidmet VOO Dr. med. K, Mittermaier ond Dr. jor. F. Mitterroaier. Heidelberg. 1886; D*. Carni, von Li"-TRAI. Vito Da, W. MrrrtMtAiEJi, K. J. A. MfXtunmaìti aU GtUhairr und PoUtiktr, Zwei Vortrage. Soridabdrnck u* der ZeitachriU fùr StrafrechUsvisaensebaft. Berlin ond Leipzig, 1922.
*i Su P. S. Mancini vedi: In memoria di P. S. Mancini. Napoli, MCMXI.