Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MANCINI PASQUALE STANISLAO ; MITTERMAIER KARL JOSEP
anno <1952>   pagina <513>
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dell'anno precedente, per i prati, -eli dir*. 4 veduto rKtu-ep* tnto dar r areno tp-4141'Uu di semdeet in fialio wmif MU< UaliafUf a di*trugg*t* in Rama non la t. yubblttm., KU arri-iih.* [a i.irrtd canini; tonale largito (fu un Pontefice tante frfrrffffii, E qni il Man*"ini inveì H-c contro il Badi Napoli, !> Im, ilei l'unirne*,
petcb)* ptfMiaw clic uatto aWuion- .Mf> Simulo in Rama oirt potuto gelare il nana di auto nW>M riguardo ollu t/UJUjuittùJ aVI Capo tirila l'Air** mila simile obv liriane in PfapolL li Re di Napoli, rgli (crive. drpoU 1* master. La dato movimento ad UM co*l fiera e crudele rearionc, che tutte le i areni del EUgBQ MM gremite di mi-gliaia di liberali. E pertanto comunica al Mittcrmairr che SciuWja, De at;t>nrtu. Pacato ed i più eccellenti Deputati e *. Mini*tri del 11B trovanti <rtuti e]) Viaria e ne' ditelli, io D*Oaa ri più duri trattamenti. Nota il Mancini opportunamente come il dwrrno borbonico non avwie ancora dichiarato formalmente l'aboliranne dello Sta­rato cof-littuionalr. /I governo egli acri VA pubblica Ogni dì U suo giorno!* coni-. rurionalr, nt i Ministri e funzionari giurano osservanza allo Costituzione; mentii da un un. no le Camere tono chiuse, ni riscuotono sento leggi le imbatte, e ri commettono violazioni euotidianr a ciascuno degli articoli d*Uo Statuto medesimo'. La lettera rivela lo tato d'animo del Mancini, che aveva vi* tu in un momento crollare la ua potirione econo­mica e familiare, co*treno a lasciare a Napoli la madre, la moglie e cinque CRLUOII e partire ./ma mroo per l'rtilio. M* questo accenno alle qe private jatturc ri perde nella lettera, ebe iruau interamente di contenuto polìtico.
In Piemonte il Mancini aveva trovato cordiale e occorrevule ospitalità. Ed egli cori ne fterive: Saio il Piemonte, fra lune quetir rovine italiane, i oggi un governo mo­dello, ed ì l'iati del sabbioso e immenso deserto dello nostra appretta penisola. Qui inno ospitalmente occulti gli cauli e profughi di tutte Ir olire porti d'Italia. Il Re è fedele e leale, anà conserto con religioso affetto la bandiera tricolore nazionale, ed i sentimenti e le spe­ranza nazionali, ed un Ministero presieduta dall'ottimo d'Azeglio nffre largo garanzia di mantenimento delle subalpine libertà.
Il Mancini aveva tonto Napoli all'I'nivcrriti la cattedra di Diritto drilii Natura e dell? Orni, ma, arrivato a Torino, aveva ricevuto dal Governo borbonico nottua della ma destituzione. Un anno dopo però il Governo picmonle*e lo rìcotnpeiuadelfeofferto danno, chiamandolo, come- ho già ricordato, od internare nell'Ateneo torineae. Il 21 gennaio 1811 egli inaugurava il ao corto ri trattava dì una nuova cattedra per cui grande era la curìoriu e l'aipcttativa con la famosa Prolusione ulta .Varionojaa coma* fondamento del diritto delle tenti, che vide In luce nello teo anno 1851. La pro-lorione ebbe grande w HI numi La stampa piemontese non ebbe parole baatevolì di piamo; aolo i fogli di indirixao cattolico ed antiliberale, dietro la corta del Tapa-rriti. attaccarono aspramente la teoria del giuritta napoletano. L'eco della eguale arrivo anche aH'Katero. dando (luogo a dieurioni aui giornali fiftieerii todowM ed ingir*!. M
II Mancini ai affretto ad informarne il Miltcrmaier ed a ipedirgli il no acritto, chiedendo il parere dell'insigne turrita. Dalla lettera del 15 ettembre ISSI risolta rhe il MittermaW non mancò di aderire al deriderlo del Mancini, il emale infatti aarive: VI ringrazio delle parole incoraggianti che mi dite circa la dottrina della Nnrionnlita do me posta a base del mia insegnamento, la ri pr*go (giacchi volete onorar la mia Prelezione di tuta vostra analisi) di occuparli meno del mio umile lavoro, che dell'argomento a cui t**o
1 Ve.l. P. S. HaKCDO, Diritto inlrrnarionoJe. Prelesioni con un laggio sul Machia-. VtttpàS, 187.1. vedi Prefarione dell'Editore.