Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MANCINI PASQUALE STANISLAO ; MITTERMAIER KARL JOSEP
anno <1952>   pagina <516>
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é'> Pru*ùaBÌ coni lui statoci, ed 11 Mancini allora libito ri'pondn* TI-ÌÌ Mal Mirra 27 fenaaìs 1S0. CU che dite delle niWuwai presenti delta (ìrrmeinie pur troppo è K<C*if ri***- Ma riil ottoni*, a* la Germani* no diritte ad un arvrnirr di unità a Ti laajrfa '-Ima. erWate eoi cÀe p*iin anmoWIo aVtUMuatrìa (oggi eoaaalfci dtWauiorrate VI Vwrf) piietteete <A otoll* Prussia * una rmiurn il carattere premiai- Ji Federico (1-cUrlma, * di colar Vi ouoii aana circondarti; ma i re, come u rli tuimùni, pojxwwr; MJ'M-twu (nfrnttM CO* laro grand-, e permanimi interrisi. Io perciò rum ttr rodere rwtPoe-liliali fermante* rerao la Pnuna un buon anturio per la luVrla di Alemanna. Va Mrasa nttuav pili éicerùre il mobile di ardite, imprete t generate ronrrttìeni. Cercai ne ita, M M>uo Tiro, rie nuJfa ci * di />iu aivurdo ouantn l'errore. maliziosamente pana ne Ma nobil Germania da agenti nutrirti, a far credere gl'Italiani nemici de? Tedeschi in grneeale. Al centrano l'Italia e la Germania tene due sorelle, associate Luti-mamenie da comunità di scopo e di inlrrert*. ed il cui delfino dipenderà dallo tsbeattamenta di un tfrreraario comune. Varrei arerr eloournxa ed autorità bastevole a dùtipar furata pernicioso errore; ma farà quanto è in me, perchè ralla Mima e la vira timpalia rkr l'Ita­lia 4 per la Germania divengano un fatto comunemente sentito ed incontrastabile, accie entrambe queste nazioni possono, tenta teorogxiarti, e fotta tenne da* passati disastri e tato*, procedere alla tonauiua della libertà, e di una unità federale bastevole, a teddiefmre NOJiMfUi 1 bisogno di una forte e compatta nazionalità,
Qoeo pa*o della lettera del Mancini e *s.,i iin portante, r ri rivela rome il Man­cini considera** il problema Irderp, allora ceni vivo e entìto in Germania, in rapporto con quello italiano. Il nemico da combattere era. ccondo il Mancini. i*Ao-atxift, ooa polo in 1 colia, ma anche- per l'avvenire nella Germania. L'ttniU lede* non i poteva awrrarr e non in contratto roti l'Anitria. coinè Foniti italiana. Il Man­cini dava prova dì arnia e Innciinitanlr vitti rd opporiunamente ai adoperava, p*rchò oni crrniviK-f ni aenlimenli italiani nei confronti della Germania ti di**ipn e mtaiM fermo il concetto di nna o*tiIill dccia e chiara dell'Itali oìo net rùrcardi delTAtutria, naturale asA'erxaria delle narionali atpirauoni italiane, e delta neceatìta per allora die <ru**ta. venii- aooanoiii, come il Mancini ti ciprini*, perch* d qnetto abbaiamento avrebbero tratto profitto tanto l'Italia, quanto la Germania. E per­tanto Il Mancini ammoniva il tuo grande amiro opportunarornlr a rìvoltere I' uè peranxe vene la Pru*ia. antiebè ver l'Austria, emendo il detùco della Germania, della wi liberta ed noi Li, legato piuuotto alla Pruuia. attxi che all'Auttna. Poro dopo anche il Mancini doveva rivoljrere le toc ;.rranie ver il Piemonte, La Tripb'ce alleanza d* Ini ~olnta riattacca vkibUmcntr a quetti lonUnt mi tentimrnrì certo U Germania.
I.I Di GJUUO