Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA ; CHIESA
anno <1952>   pagina <524>
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il - ...i. u.iu pMroaltti CW mollifimo .ii t-d-// l'àn-IfrrtM no* Knu Su* rAie VIJ'tiMVro CtnriN "'* ffmttatW* J "ita Sonino/io un miglia-'amento Wi CiUM/tnoni. non rÀe /a mafC'i" iolierùo rriltfutinnr J'J/rt ./( fui l'abbrira di CeoleUo, /I S, Padre oll'ìiiant* oVl Gvtuno candittendrnda alla M/i/irniwiu d, fusi (jwuent*ru> oJ rurondom >"wiinj/ii rrjtilutìooem > contrite a nu fltoi rappif-tentante la Cauta Pia nella ttioeeti tutlr le/atollo opportune e neeettarie, onde qttal Dele­gato Apattalua ne foretti la piena etecuiione... Perciò non ri è digvceAià eh* in quatta mia Apostolica Delegazione nùu la facoltà di tlaòìlnr il moda drt pagamento * tutu l* eautrle rrlaiirr, rome che qwttr coir formano una parte accettarla e conteguetxt* al >ud-drtta contratto. Ma Mietane irrito che dopo un atta di quella mia Apostolica Delegazione, *hr può dirti campilo, piace a V. E. di ricorrer' nuoramentr alla Sa Sed*. mi unto in dotare dì prrirntore ancor io olla mrdriima tutte quelle ragioni e MWÙlM p" cautelar* l'utilità maggiore del Seminario che interetta grandemente tutto il mia Clero, Eeeellenia, trattati in quetl'affarr, di rota certamente non mia, ma della Chirta, ed a cui lutti gU occhi del Clero e d'i Pubblico tana da gran tempo rifalli; perei* Ella converrà etter nettatori* tutta la precedente pondertaìane in qualunque riatì derilione, l)
Pre*M U Corte pontificia, intanto, u lavora internamente: ewll Governo lo­ttano ù era affrettato a mettere ancora In azione l'abile ma rappretcntantc ottenendo. poco dopo, una prima vittoria col faro avocar* tè da] Card. Antoaelli la trattativa dell'affare che riteneva*) e voleva compre** nrD< attribuzioni già delegate dal Breve Pontificio alTAmve*covoa e col fare erHate alla S. Sede la rolituzione in CeBao del prezzo, l'Arci vescovo, dal canto tuo non ha perduto un ìttante di tempo: tanto e vero che, come contropartita, egna a suo vajBtaajgfa il rifiuto da parte della >. S-.le 'l'ila propotta dell'intere* e del 3 per cento avanzala da Firenze, e insule per il S per cento. Ma il Previdente del Co fui elio, avvertito dal UunMjrli, cere* di fermare Mibito un* prete** che e{li replica in ti e-un modo accettabile e addirittura leniva deeli ! iuo Governo, affrettando.! a ri-pondcrc rhr te i! frutto del Cento darri giungere ull'euremo limite eh i trgnato nelle intrusioni già trasmette a V. E. (cine il 1 ptr errilo) il Governo crederà di ampliare fon ciò il Regala che ha intrto di far* al Se­minario. Afa quel limile non potrebbe mai estere pattalo, a cotto di pagare anco neWatta tutta la lomma, e di raccogliere una prora di più del moda, col quale certe persone JMM* djrtit <ii carritpondrrt alla generosità drl Governa, Etto non potrà mai sotiomrtttrwi nel tittema di una Rendita Ctmuaria perpetua, a parare un frutto superiore a quello del l per cento. 3) Onde porre un termine al db*idio, il Papa tc>*o interviene dabilendo - a carico del Covcrno ttn Ceao alla razione del . Si era cercata, eviden­temente, una via dì mezzo nella peranza, aveva dichiarato l'Anton* Ut. che quando il Governo leccano concorda** in tale determinazione, l'affare potrebbe conùoVr*r*Ì J tuo termino qui. e **nza ulteriori di*cu*ioni. sl
Ma l'Antonetli allo scopo di majnriormente tutelare rji intere! del Seminario, suvj cliietO che foMero paranti le dal Governo, nei notti li-cali tre annate di frutto sull'ammontare del Cctuo.*t Queat'ultimo articolo il Cardinole non tu pretende ma oui-
') Mio. Fin. Prot. ?ovr., luRlio 1852. f. 88. Prot. I l. L'Are, a! Haida.*er..ni let­tera del 22 dicembre I8S2.
*) Ibid. il Balda**erunÌ al ìiarr*tj. Lett. del 2 (gennaio 1853. -A, il Dargagli al Ha!da>*eroni 18 Rcnnaio 1H5.1.