Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno
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1918
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pagina
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92
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92 0. Belletti
si scioglie facilmente ogni questione. Or dunque, nel Progresso, Liberatore vuol, anch'egli parlar del Veltro e riTèdore- i conti a questi nuovi scrittori: io gli darò documenti e osservazioni, e l'articolo sarà intitolato: Alcuni documenti sul Veltro, E mi confido che non avranno buon gioco gli oppositori massimamente il Tommaseo, che più degli altri si è tenuto nei limiti dell'arte storica : ed ormai egli è inutile, dirà Liberatore, di voler sapere chi è questo "Veltro, e sia pur nessuno, some afferma Gabriele; ma,, polche'vate, voi parlato di Uguccione, si vegga chi era costui, senza voler più sapere se egli fu il Veltro; e, dalle medesime accuse intentate da voi contro di esso ne nascerà tanta luce in suo favore, che ben lo avrete, contro la voglia vostra, latto degno di essere il Veltro, ancorché Dante non avesse pensato a lui Ecco il disegno dell'artìcolo. E poi si diranno altri argomenti per la letteratura di frate Ilario.
ri*?Ì-Ì .. > . . .. ,? Si è superato l'affare di mio fratello : egli rimane a-. Nàpoli* eoi grado e cogli onori di consigliere di Cassazione, ma e destinato giudice della Gran Corte d'Appello, col soldo solamente di questa nuova sua carica. In tal modo, egli perde quaranta scudi al mese' di soldi, ma è con*-, tento, perchè rimane in Napoli, e noi siamo contenti. Edi è poi una specie di transazione cól Ministro, che non poteva, in verità, dar l'esempio di una traslo*-càzaohe, "chièsta con animo deliberato di ottenerla ed anche al patto di dare la demissione. Per la cose poi dette da luì a mio fratello, si comprende ch Ira qualche tempo* anche. Mare dei soldi potrà superarsi. Mio fratello gii cederà; MccoJiniii che voi conoscete, 41 quale ha ricevuto l'antica sua carica di avvocato generale in Cassazione, dopo essersi assoggettato a passare per là carica minore di giudice d'Appello, nella quale lo hanno lasciato per soli sei mesi.
. .-e ? Pil.. À A .. W< già viete terminar l'anno della mia partenza da Roma, ed io non- ancoir posso tornare l Mu voi beh comprendete quanto sia -peitieolosa. in questi momenti abbandonare mia madre, innanzi che le pub-fcUehe faccende non si siano meglio ehiarite: voi siete madre anche voi, mia buon'amica.
Certamente fu improvvisa- la partenza di Mr. Qsìai JJA:b. Bonelli iheui potrebhfr ricordargli eÈaJj vi ha promessa più volte una visita, per mezzo mìo* voi certamente non potrete fargliela che in Sagrislia. E, quando II -vedete, salutatelo, ed et vi parlerà del Canonico Macri dì cui mi chiedeste già da tempo indie ITO.
Moia vogliono sapere dello stato vostro in Roma ditemi qualche parola-Addio, mia buon'amica ; ho torto, ripeto, di non avervi scritto, ma, tra per la noia che vi ho detto, ed anche per l'affare di mio fratello, non ho potuto. Ad Alfì cento baci; lo stesso a Umetta ed allo spiritello', oh quanto oh quanto desidero SÉ uhbraeeiàrii. -e, di vederli! Quanto mi troverei' votene lieri in .Aliano. 1 Naturalmente verrà M. V*rnade 9n voi altri, e voi anche salutatelo affettuosamente. Non, vi parlo di Conoioll e di Bonelli, dei (piali parlerò a Concioli stesso. Galluppttìfo molto meglio. -Addio mia buona amica: i o sono e sarò sempre eoe.