Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; GIORNALISMO
anno <1952>   pagina <554>
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554 Giuliano Carta
ormai da tempo servir* docilmente l'Austria, *Vr fallo un nww* t io cosi astrato detta tua potenza, da considerare il no dominio la Italia noma .una naturala eon*rgu*a*a 41 questa potenza a della ua abilità di governo*. Donde COMCguiva una maggior fatalità per l'Austria di speculare tu avversioni di classe, una maggiora facilita di souencr, per la Lombardia* che la prospettata fusione col Piemonte avrebbe, come soggiung* U Ssnluiigelo, sacrificato a *"**** "fflft di Torino il prestigio e l'avvenire crooMnico di Milane, e di Me teucre pure ii pud soggiungere, per la Venezia Giulia, che l'union al precettato stato od alla progettata confederazione italiana, avrebbe sacrificato il prestigio e l'avvenire economica di Tritate, privata del ano retroterra.
Superala la tempesta, l'Austria non ae ne atetta inattiva. E,non lavorò soltanto con l'energico sistema della coazione, della delazione, della censura, ma pura con le uà open di propaganda che non va sottovalutata anche per megli comprenderà dì quale importanza aia tata l'opera dei patriota, a quali e quante difficoltà enti abbiano dovuto superare. Non fa certo solo la paura della persecuzioni e, magari, della forca, ad agire* i certi ambienti, in senso negativo al progresso dell'idea unitaria, mentre in altri ambienti le stesse persecuzioni e la stessa forca esaltavano al sacrificio. Bisogna tener conto anzitutto che lo stesso amore del quieto vivete talora non e in esclusiva funzione personale, e, quindi, egoistica; talora caso assumo un aspetto sociale, è l'orrore per il disordine che ogni rivoluzione comporta, l'orrore per il sangue che comporta ogni guerra, l'orrore per ti male che colpisce non noi soltanto, ma anche i nostri simib: male attuale che ai vuole sfuggire, sia pure se esso possa apportare (ma la cosa è incerta, com'è incerto l'esito di qualsiasi impresa) un bene avvenire. Ed all'amore del quieto vivere aggiungiamo la tradizione, vischiosa nella nostra psiche come tutte le consuetu­dini, che anch'essa gioco il san ruolo in ogni regione d'Italia, spirito di lealismo per il sovrano consacrato: papa, Borbone od AbsburgoLorena. Ed aggiungiamo pure un interesse economico che. in un modo o nell'altro, affiorò dovunque, ma che, come ab­biamo visto, nei domini austriaci aveva radici piò profonde nelle masse popolari. Tatti fattori di conservatorismo questi, tutti clementi dei quali il giornalismo reazio­nario s'era fervilo prima del quarantotto e dei quali doveva servirsi anche dopo il ristabilimento dei vecchi regimi dispotici.
Non ci nega con ciò una revisione nettappiei lamento dei valori e nel metodo. COM l'insistenza nel campo letterario per sostenere un clas*ieinio tradizionalista contro un romantici*ino rivoluzionario è cosa detta restaurazione del 1815. mentre, in quella avveuutaVdopo*gli sconvolgimenti quarantotteschi, può direi operata. D'altronde, in quest'ultima, il progresso dell'idea socialista porta in qualche caso il giornalismo rea­zionario a rivedere il suo atteggiamento già estremamente rigido per quanto concerne il problema sociale.
Una manifestazione di giornalismo reazionario interessante, tìpica, ed efficace per i fini propostisi, la troviamo net quotidiano triestino il Diavoletto, nato il 19 otto­bre 18*81) e morto il 18 marzo 1870. Il nome ci richiama alla mente il giornale enti rico romano, d'intonazione liberale, nato nel luglio precedente, che aveva la stessa testata; e forse non a caso il primo estensore del periodico triestino o chi l'aveva ispt-
*) Le malaugurate Costituzioni del 1848 e le pcrnicìoiime conseguenze, die­dero origine atta benefica comparsa del Diavoletto [...]. dice una ritta di quel tempo sul frontespizio della prima annata del giornale della Biblioteca Civica di Trieste, dove la collezione del Diavoletto è stata consultata.