Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; GIORNALISMO
anno <1952>   pagina <557>
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Atteggiamenti dA giornalismo reazionario, ,
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rie biMai
NÉ* a riatta* e non iavidia i fortunati b le banno, dtMeim tolo 5ì IIWNM. onoto. Man il vino, mu BOA 1 bagordi. Poi:
Non OH coro 41 partili*
Se la tbrlghin fra di taro* Io per mr. vengo lavoro, Ro non cerco, pia non sa.
A da* fioro a me moKwfwo
.Jfaaoolamu in. certi imoregti) Fitto on*o e lascio i fògli A colui eoe ti stampo.
Qual piacer o notte pruno Dopo over on lavorato Col pochin che ho guadagnato Italo a caos ritornar;
E godalo in santa pota.
Con la cara famiglinola; Ella è cosa dia consola... Fioa. viva il lavorar.
E continua dì questo passo, rivolgendo contro gli sfaccendati* ed insistendo che egli è va galantuomo.
In complesso questo facchino, che all'onesta ci tiene più che alla ricchezza, per molti rapporti raatomigtia a quell'altro facchino, presentatoci nella poesia apparso 1 primo absasaeco del Cornati a) dal quale ai può facilmente pensose che Tan-tore dei veni sia volato partire ma con in pia questo disintereaan Patentato per le lotte politiche ed osa certa simpatia, se non per i bagordi, tuttavia per un bnon
*J Qui manca evidentemente un ponto interrogativo.
2) Vedasi B Nipot* dal Festa KsraV, editore VoJlardi, Sfilano, 1848, p. 168.
iL canzone del facchino . Eccola nella una interezza:
Io poetiti) quol che faccio
Cotto fona del mio traccio, E te campo la mia vita Jo ta campo col lavar.
Che m'importa? La fatico
Mi fi fa' col lampo 00*800 E al lavar pitti c'insila Ricchi a poemi il Signor.
Che m'importa se ve attorno Faticando tutto il giorno, E sovente d'oro i tacchi, Suttt spalle ho da portar?
La coscienza Cko sicura,
E per Dio 1 non e** paura Che alle mani mi ti attacchi Quel che gli altri mi affidar
Quando poi giunge la notte E mi tento le otta rotte. Lascio il tacco ed in famiglia Vado stanco a ripotar.
Nulla poterà stanzetta
Ci la moglie che mi aspetta. Al camino c'è mia figlia Che mi cuoce il desinar.
Odio all'anima il rubare. Ed il vii limosinare Sarò, e erro, IMI pocer'uomo. ita un briccona non sarò.
Con me stesso rivo in paca. Roba d'altri non mi piace; Nacqui e vitti galantuomo. Galantuomo morirò.