Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
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1952
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pagina
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568
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568 Alberto M. Chimi borii
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polarità piaazaiuoU libero da ogni spurie di paura, non satftea U (wwniti i crucafige -,li"Uu folla, od ora pronto a tirar botte da orbo, amo *liaprima*B cori i tàmifliiaTi, eoalra chiunque IVIM meato di impedirgli di rat del Piemonte U base di un futura ritorna narionalr.l) J.l compito dall'Azeglio va del più ingrati, perche non coMUtiva risultati spettacolari bei (otti cari alle folle d'ogni tempo e d'ogni clima, ma nolo une pariante, diuturna opera di costruzione, non da catti compresa a tanto meno approvata. Sanar le piaghe delia guerra e della sconfitta, tener Mata *-i'Austria. non rinunciare ad un funzione italiana, preparar l'Avvenire : tatto questo non costituiva davvero imprima da prendere a gabbo, !>
Perone, fallita per sempre atti campi di Lombardia e malie mora di Novara ogni possibilità di politica federale, l'Azeglio concentrava apertamente le MM fecce u un programma di polìtica nazionale, ria pure a lunga cadenzai (ma non secolare, come riteneva rOmodeo, pare solitamente cori acuto).imperniata *ol Piemonte e, ntro certi limili, dapprima su una falsariga giobertiana di intervento nelle cose italiane (m guai ae lo Spinola, ministro a Roma, ri lasciava ingenuamente andare a compromettenti MMcea con l'Antonella per una partecipazione piemontese alla protezione militar dello Stato Pontificio!) *) Non appena Ubero dalle angustie detta pace e daglt'impacci della opposizione, passera ad un deciso accostamento all'Occidente liberale, anticipando rindirizro che, più decisamente e più spregiudicatamente, attuerà Cavour. Della cui politica italiana bisogna pur riconoscerlo precursore, anche se ri debba ammetterne i più ristretti limiti interni, la minore audacia, il tono volutamente dilettantesco. Aveva ragione Guglielmo Moffa di Iorio, quando, due giorni dopo lu motte di Massimo, scriveva a Km anurie d'Azeglio: Stando ai giornali, tutto quello che avvenne dal '48 in poi, era opera di Cavour. Maio che ho veduto le cose da più vicino, so che chi ha tenuto alta la bandiera italiana dopo la catastrofe di Novara e mantenuto la fiducia nelle sorti nostre, durante i tre anni (dal *49 al *52) forse i più difficili del nostro Risorgimento, fu appunto Mssstmcw~.Se Cavour ha fatto molto, tuo rio non aveva meno contribuito ai successivi trionfi detta nostra causa. Con l'Azeglio, sulle rovine detta fase federalistica, cominciano già a delincarsi 1 primi contorni del futuro edificio unitario, E malgrado lo stesso d'Azeglio, se ri penai al suo atteggiamento dopa il *60. Nel marzo 1850. nette istruzioni perii viaggio del duca di Genova a Londra, arriverà addirittura ad accennare che, nel caso d'unii conflagrazione generale, U Piemonte, nel mezzogiorno europeo, ri sarebbe trovato netta posizione di avampoato deirOccìdente. Non tutti, pero, parevano disposti a capire come l'Azeglio, Betta sua lotta per l'ordine all'in temo.
arti le moiri per amar mio in rimiti occasioni. Se certa gente in parole nei giornali non ari dessero oVI birbante aerei paura d'esseri Jmiu. Lasciali cantare. Se poi wolmirro venir in piazza ed imporre il loro dispotismo, cadresti come il tuo amico gli striglierebbe /.
*' Al tumulto, per me che sono avvezzo a quelli di Roma scriveva, dopo una dimostrazione ostile, il 26 giugno otta moglie, nemmeno ci badai. Tornavo a cosa, e vidi gente e sentii che mi Gsehiavano; e me ae andai a letto al mio solito G. CASCANO, Lettere di Massimo d'Azeglio a sua moglie Luisa Blondel, 2* ed.. Milano, . a., p. 368; a Per i politici di rio, sarò un traditore; e avrei dovuto ondare nttlsonzo. Sai eom'io perda il sonno e l'appetito per queste cote, atta stesa, 5 agosto. Ivi, p. 578.
" Ostttiaamn ero, tra gli altri, la Russia, ved. A. Asrtti. Le relazioni sarda-' mese dopo il trattato di pace del 6 agosto 1849, in Ani memori* cit.. pp. 75-83.
') Ved. A. M. GnsaXnnm, Troppe irnsiariVo, marchese! in GsorneiV d'Itali*, 18 gennaio 1950.