Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
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1952
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pagina
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570
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Atbitrto M. Ghhalberii
Ualaataol del IS taglio* malgrado U HVMI parata tatto di/ 4aUVtaglta 1 ii> ci primo proclama di Montnltari i d-l 3* *) non (il avevano dato uua Camera fa* cita 9 ripereotevass io eoa la polemiche Cataroe dal vari giornali: l'opposiùou* a] trattato era fetta. sembrando aiUberai! pia avanxati che fosse un malal'aver accettalo di venire patii eoa l'Austria. Lo Concordai parlava di don o insopportabile offesa al aeotimaaio nazionale e al tacevo tramite di noti ri a inesatte o pericolo*** come queH delta negata amnistia, delta deeiM abolizione dello Slatina, delta ventilato teppr essione del tricolore... Il Risarcimento, dal conto eoo, ai sforzava di mettere ta chi*n> -cito la pace costituiva una penosa, ineluttabile neeetsiià, alla quale non ai poneva rimedio eoo gli ioghi dalla retorica parolaia, m con la fermezza nei propositi, con ta volontà precìsa dcITasioae por il domani.
Giulio Martini, inviato di Toscana, ci fa vedere come fosse aldo In quei giorni di tenutane e di pascione l'animo dell'Azeglio, che già il 2* loglio gli dava la parola d'onore che evo la Camera contrari> il governo tara sciolta, non solcata gii aggiungeva d'essere pronto addirittura a congedare anche quelli dei mot collcghi che non fossero con Itti, quand'anche dovesse prendere la dittatura come Cuerrazxi ! a5) L'espressione e indubhiamento forte e tale da prestare armi a quanti allora lo accusavano (e a quanti oggi ripetono racco a) di non concepire, nella migliore delle ipotesi, altro che una gretta difesa dello Statato, al contrario del Cavour, che vedeva pio. targo e sputava più alto; e, nella, peggiore, di non essere che un conservatore assai poco illuminato. Laaeiamo stare ta diversa genialità dell'Azeglio e del Cavour, ma. quando quest'ultimo aaUrà al potere, Novara, roecopaaione del territorio, ta pace, ta sfiducia europea non saranno più. che un ricordo: il Piemonte italiano e già nato, e l'ha tonato a battesimo Massimo d'Azeglio. Il quale, poi, era amai meno preoccupato, per O Piemonte e per ritolta, di pericoli provenienti da sinistro che non di quelli da destro. Era ministro da poco più di due mesi e che cosa scriveva in una lettera finora inedita al fido Crossi? Ti apiego saetto perca* SOR dìasóiaiu ministro: 1 perca* sono un C...C ne se è un posto diabolico me lo lasciano a me ed io me ta pìgli*. Testimonio il M. Serico dove per 4 oro san rimasto seta con 1500 uomini contro 12.000; ma quota reni fra noi che non va far recriminazioni; 2 perche se non andavo iti al M. il Re non avrebbe chiamai Valerio, ma tali ene, éiOa Statuto. Pori la condizione che se non vi ero nel trattata di paca una stipulaxione pei Lombardo Pen* non arrti firmato. Fu accettato*
*) Vod. il proclama reale Ai popoli dei Regno in 31. n'AzccUO, Scritti e discorsi politici, Firenze, 193*3. voL II, pp. 133-175. L'originale, tatto di pugno dclTAre-glio, e nel Museo Centrata del Risorgimento di Roma. Eco fedele del pensiero axe-gitano di quegli anni e prima presa di posiziono ufficiala sulla via che porterà al secondo proclama di Moncalicri l'ammonimento a non rendere ta-liberta impotai lata, ne impraticabile lo Statato . E il Re che parta, ma è Azeglio che detto: li ordini polìtici, le costituzioni, gli ftalati non li tabilitce, ne fi rende adatti a* veri bisogni di un popolo il decreto che li promulga, ben:-! il senno che li corregge-, ed il tempo che li matura: a questo lavoro dal quale aolo può sorgere la potenza e ta felicità d'ano Stato, ai conduce coll'azione calma e perdurante del raziocinio, non coiPurto delta passioni; ai conduce procedendo a gradi perle vìe del powaibue e non gettando a lanci inconsiderati per sentieri che Pceperieaza da secoli ha dimostrata impratica-jbilì.
s) VACCALLUZZO, oo. ir., p. 393. Sul! atteggiamento deQ'oppoètaione. vod. F. VAI* acari. Dopoguerra 1849. Il salvataggio del regime cotrirKstbneta: Mantalùtri. in // Risorgimento, a. I (1949), pp. 39-90.