Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <574>
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S74 Alberto W. Ghitatluml
tua, ee*n quando U ministro accennò ai 4 grandi aluti morali a della Pranria a deli'Inghilterra, !!- rinuncia al lntbardo-Veneto, alla eonven**! dai 1834 aai oatrabbaudo. alla questione dal Grovellone. Con quatta fiatala la difaaa ava diffidile, u l'Azeglio la tento eoa nobiltà non disgiunta da abilita. Meno InrttJevageeae l'osi' nistia or una condizione davanti alla quale il Piemonte non avrebbe mai piegate, uno al punto da fargli accettare Q rischio d'una guerra, l'Azeglio saltava l'importa*** della a vana fona monto, abìtmauta contrapponendola al fatto che a la potenze mi­che hanno negato 1 soccorsi materiali per ragioni di politica intana, che rifiatava di giudicare.
Quanto ali rinuncia al LombardoVeneto, casa a pur troppo fu fatta nulla bUW-<*a che tiene Iddio sui campi di battaglia... Ora Iddio ha giudicate cosi di noi: fucato fatto deirindipcadeaaa non uà. a potuto compiere , e il Piemonte doveva dbnottrare a che realmente non desiderio di ampliami, ma desiderio di indipendenza, deciderà disinteressato lo avara condotto atta guerra ed a questa condizione ci siamo piegati.
Accennalo alle minori questioni alle varie fasi delle trattative, con capacita allusione al fatto che il Piemonte, accettando il trattato, aveva posto * la condizione che non lo avrebbe ratificato ae non dopo la pubblicazione dell'amnistia , l'Azeglio concludeva eoa una perorazione senza lenocinli retorici, ma forte d'una fede eonsapc vele nella rettitudine del proprio operato e caldo d'un incero appello atta concordia. eli Ministero ha coscienza di aver fatto ciò che dipendeva da lui perche i patti fossero buoni. Certamente sono onerosi, ma dobbiamo penasse che Cario Alberto ha fatto il maggiore dei suierifixu. ha rinunziato alla Corona, ha accettato la aorte nell'esilio per poter rendere pio facile l'inevitabile accordo. Pentiamo anche nei, che abbiamo in cuore un altare eretto per questo magnanimo Re, a sacrificare i nostri affetti e le nostre passioni, ed a cercare soltanto rio che e pel bene della patria e pel bene dell'Italia.1!
L'ostentata ostilità detta Camera confermavano le richieste del Valerio e del BroScrio che fosse letto U trattato e. a lettura avvenuta, le osservarioni del primo.) L'Azeglio comunicava poi la lettera del Pralormo allo Schwarxenbeeg per l'amnistia, assicurava Io sgombro del territorio e. alla fine Indignato, protestava sul suo onore] contro la sospettala esistenza di accordi segreti.
Atta opposizione in Parlamento facevano eco le critiche detta stampa democra­tica. Concordia in testa, profetante la catastrofe certa, dopo quella di Roma e di Ve­nezia, del Piemonte e detta causa nazionale e denunci ante le colpevoli omissioni del-l'amnistia, le sofferte umiliazioni, l'abbandono del prinripip nazionale.3)
0 D'Azxcuo. Scritti m ducersi, voi. If, pp. 185-192.
-' Le Camere tono peaaime aveva confidato al Ridotti, il 4 agosto Ma non intendo ad ogni costo 'inrinr loco in roano 3 paese, che rappresentano come io rappresento il gran S'gnore. Confido di non mancare detta fermezza necessaria, e spero bene, quantunque s'avrà a traversare gran burrasche a, R. Ctutrctt, LeBare di M. TAiegtio a Cosimo Ridolfi, in Leonardo, febbraio 1946, p. 36. Sul trattato di pace ved. l'esauriente saggio di S. MOSCATI. Nuoti ricerche u la poca'di Milane (eprfTii ogetffl 1849). in Rùwata monca italiana, a. LX (1948), pp. 378-402; T. D'AMBO, I najosiafori detta paci di Milana e Pindipendenza italiana. In Srudi aui Ritorgimmto in Lombardia, voi. XII. Modena, 1951; V, ViUtArtnct, La pace austro-tarda del 1849, nella miscellanea il 1849 nette storia Italiana td europeo. Scrini rari, u cura di E. ROTA. Milano. 1948, voi. I1T pp. 977-1022. Per la discussione ved. oltre A. Baonrnuo. Storio del parlammo* subalpino, Torino, 1867, voi. HI, pp. 8-332, VArsxcan, L'eUeansa, efc, pp. 111-113 e Dopoguerra 149, cit pp. 89-92.