Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
<
1952
>
pagina
<
575
>
fi itroclama di Mmwutiitrf 57
* n'oppealrioM inutile, ondo 41 fatte il trattai lu piena esecuaione, , com*asriveve U PetittiUà Twtrioui 114 settembre, b C**.! protraevalo rttsriiisso o* * con diabolica arte, secondata dalla più * (Venata licenza dalla lampa, quasi per a mtW il poeta a faroos. scavati-are il Miniate ed eutuiorarc il Ile. 'IChe era,-tna>l ari un Veder troppo nero, anche se la situasione appariate di motto teso.
E nero il Pattuì continuava a vedere anche dodici fiorai dopo, pieno di santo degno coatto quei birbaccioni , quella a canaglia dei deputati, tanto che erodeva ineluttabile una colUùonc tra Camene Senato e iudipraabile un colpo di Stato. Era quoto uno tato d'animo stranamente pericoloso, anebo perche diffuso in ambienti che avevano qualche innocua e non potevano confonderai con quelli apertamente reaaionari. Ma, ormai, ero chiaro che. pur senso allarmarsi in isrivsiiii nfa e aeosa precipitare, bisognava pensare ad altra soluzioni. L'idea ventilata nella lettera al GTOMÌ ai andava precisando, ala puro eoa qualche attenuazione di sostanza per la dar*** dell'interregno parlamentare, ma con una aempro più chiara coscienza che il pericolo ve stava piuttosto a deatra ebe a sinistra. Per questo l'atteggiarne nto della Camera lo esasperava; la soccoione al potere non arebbe mai andata al Laorlir demo czatico Lorenzo Valerio, ma al rappresentanti del Piemonte più wctsa rigimt, olla colonna nel vecchio assolutismo, Vittorio Amedeo SalUer de La Tour.sl
Sebbene fosse convinto di trovarvi nella storia uno agli occhi e nella otaria meno divertente del monda. *) cercava di non perdere né la calma, ne- il ano aolito buonumore. Come quando, lamentandoti eoi fratello Roberto di temere che la tribo-larione ministeriale non aveste a finir tonto pre-ito, lo assùma va di conservargli
*) A. CoLOxao. Gli albori del ragno di Pollerie Emanuele U, secoode nuovi documenti, Roma, 1937, p. 78.
-) Mi hanno scrìtto che ai teme che qui cada lo Statato. Sta certo che so anche ri dovesse sciogliere la Camera aerebbe non per distruggerlo, ma per aalvarlo. SÌ farebbe contemporaneamente un manifesto per dire i motivi e ai convocherebbero i collegi por una dota epoca. Se il ministero attuate ae n'andasse, il Re avrebbe la scelta tra Valerio e il b.ne Latour, o altro che meno di lui amerebbe lo Statuto, e certa non sceglierebbe Valerio. Ha il minuterò non sì dimetterà e poiché il diavolo mi ha messo qui. mi trovo in mi impegno d'onore e ci vuol pazienza , al Galeotti. 20 agosto, Dx Strinosi Coraggio, e:*., pp. 15-16. Ved. anche la lettera al nipote Emanuele, del 23, Bloccai. Ledere, p. 49. Ma, con non minore chiarezza al Sah-agnoli il 29. riaffermando la volontà del Re di non mettersi per una via incostituzionale e la propria sortan-siale fiducia: Della Camera non vedo gran pericolo possibile. O seguono la sola politica praticabile, e staranno, o entrano nella politica lirica ed avranno la bontà d'andarsene a cova ma lo tesso giorno un manifesto co* nocchi, onde tutti sappiano come sta la cosa ed i **lFfg**i convocati per una dota epoca, ed una confermazione solenne dello Statato. Certo in questi casi il ministero cade poi in qualche peccatuccio, ma ri fa pei alle nuove Camere come ad ogni nuovo Papa assoluzione di Cotte le censure incorse nella sede vacante. 0 come faresti tu, quando le eteaioni sono il risultato degl'intagli d'una etto? S'avrebbe a patire che lo Statato fosse il salvacondotto di tutte lo sudicerie? Certo se avesse a venirsi ad uno sctogUmeato bisogna che ci sian galantuomini come noi, se no il Re. che non s'attaccherebbe eerto a Valerio, dovrebbe prender per ministro qualche codino che farebbe man bona. Ma per questo appunto ci aio, per quanto maledica i ministeri e chi gli ha inventati , M. DB Rannfó. Fsnesnie Sa'tegnefi rislTamtaria di jtf. d4g''o. in Cariba WoóWno. a. 1 (1929), pp. 449-450. ;
>f O. GASATO*, Mia madri, i suoi tempi. suri amiti, Fircnae. 1908. pp. 200-201.