Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
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1952
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pagina
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576
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57tì
Alberta U. GIMbvrti
a OH Intera gratitudine- jn-ir la earptaaa Un Mi facesti lattei MB Fintili qariia ntat* Una ...a, quando lai avirv barèno ad accettar. I) ministero, ') Da divani givi?. outuito dal GeJvaitao, te ne atavo ad Acqui alia cura per la -mi gimibu ami ridotta o qu*to dova li adira a qualche commento non dai tutta favorevole da parte degli amici, no avrebbero deriderete pia attività, piò energia, anticipando anche qui qualche noto giudizio di recenti itorici di Vittorio Emanuele IL * Gran discrasia che Aaeclio rieri allootaaato da Torino in tempi eol delicati; matuina disgrazia pei Vagli tratti ali affari, a quel eba pare più da astiate che da nomo di Stato, Egli nomo di ejandiarimo ingegno ai afogava li 13 aettembre il generale Debormida eoo remico Laaaannora. di alimenti generori e di nobile coraggio, ma lagnò non applichi tutte le noe facoltà alla soluzione del difficile problema che ti è aaaunto di pcxoglàcre. la conr*aaiona cioè dallo Stato e della couaervarione dell'ordina Pantn rilà del potere esecutivo. Sa il Piemonte ave*e un vero nomo di Stato prudente ed energico agli potrebbe eaaere il piò felice paeaa d'Europa: in mancanza di quett'uonio che diverremo noi?.a)
Poiché non riamo difronte ancora afe ad un vero e proprio apptl ou aeUoC, ebbene ri tratti di dna generali, né ad un presentimento cavouriano. ci aembra chiara la conferma di quanto * detto che, anche in certi ambienti di moderalo liberalismo, un tan-tinello di reazione non dupiacesM. Era quatta una hxringa che non lasciava indifferente neppure qualche ex democratico, ex neogoclfo, ex qunri-miniMro di Pio TX e faterà rommro di Vittorio Emanuele. Luigi Cari Farini, il quale, profittando deiTamieiria antica dell'Azeglio, non cattava a dargli consigli, di fronte al quali quelli del Pania-leoni davano idea dì larghi orizzonti liberali. Percepire il valore del prorimo proclama di Montali cri. biaogna non dimenticare tutte queste prcùoui dirette a forzare l'Azeglio n una via, che non era quella che cgK voleva percorrere, miglior politica ini dilettante, dei suoi consiglieri Bisogna (perdona aa parlo in termini troppo risoluti) biogna sciogliere ubito codesta Camera di pazzi, anziché Camera dì deputati, e preparare loro la camiciola di forza, ae diadohi, vogliono tumultuare. E bisogna poi dtiudrf* circoli, infrmare la stampa e riformar* la Ugge titttaraU .,. . *)
E a dar ragione a chi la pensava ceri, almeno apparentemente, fatti non mancavano. A meta settembre la Commissione incaricata di occuperai del trattato non aveva ancora riferito In merito, piccolo aggio di future esperienze oatiprionirtirnc. E faticato di Garibaldi,* il più grave dei malfatti , còme tuonava il deputato San-guinetti, e la mozione Tecchio, che affermava come quell'amato e la minacciata capai* rione dell'Eroe ledeaacro i diritti tnuiwri e *J sentimento nazionale, davano esca alle psMioat e alle protette. D Governo ri difendevo, con argonteati più da leguleio che da politico, per bocca del Panelli, liberava Garibaldi e lo mandava, con garbo, in ari* lio. tua doveva sopportare un vote di biasimo. ) Altra questiona che creava difficolta
>)' 1 settembre, GHWAIJWWT. Lesioni, ci., p. XXXVII.
'*) A.. COLOMBO. GU albori, di., p. 83.
) L. C F.wtiM. Epìuolario, Bologna, 1914, voi. ITI, pp. 1-12-143 (17 urttembr*.). Tuttavia, malgrado questi cattivi consigli, anche il Farini era convinte che il Piemonte ione da salvare abada bene, non già dai Ma*riniunì;vchW non fan paura, perche l'armata è pronte a metterli al dovere, e scapestrino, ma pattarlo dalla cari detto reeriena, ne area gran fuoco tottotantrf (ni Pantaleo*, 6 dirembre), FAfttjct, op. fi'., voi. ITI, p. 189,
4) Ved. per tette la questione. C Dz BIASE. L'art taf a di Garibaldi ari tetumbre 1849, Firenze, 19-11. Di Garibaldi dira il egrctano della legazione belga a Tarinoli 3 aettembee: a kourmeàmént il s'at maturi plus moderi eoa set dffrtururs .