Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
<
1952
>
pagina
<
577
>
U'proclama, tU MunattUrri 577
ara ossila provocata dal dUegoo di legge Chl4 per la eoncca-iona dalla cittadina-asti arde egli emigrali, aliti già * IS.oafl.-dUpgMo. di lego*, ohe. Httntvcr* proposte talk :.!-!-->I.Hi.r Rieri (21 settembre), toglieva a] Covimi il controllo eulla munta-lumi ataaaa per affidarlo alle autorità mimati Approvato dalla Camera, la proposta fu repmta dal Senato, eh* accentuò coti il atto 4i*idto con l'altro nmo del Parlamento e (discorso di Roberto d'Azeglio del 10 ottobre) astenne che la ratifica della amala bue defdi uomini onorevoli a benemeriti dalla esimi italiana appartenerne mimi vameate al Sovrano, e non aolo ia virtù della legge, ma in vitto dell'eroico valore con cut propugno l'italiana indipendenza: e se gU non gli appartenesse, antiche privarlo di A alta prerogativa, aarebbe formale sottro dovere investimelo, con atte di ua-ienalc ginstiria .
Un giudizio intereante ed esatto Militi situazione e eolie concitate vicende di quei gpoxni, e quello del aegretario della legazione belga a Torino. Accennato al conflitto Carnei a-uùni.tcTO a propoiiito del documenti riguardanti l'atteggiamento delle grandi potenze, specie della Francia, nella questione della pace, alle diatribe con i vescovi e alTarrcsto di Garibaldi, il Deamaiaière*, il 12 settembre. - dipingeva io* tclligcnttmentc la ritminone Da un lato, un ministero con la piena fiducia del So vrano e deliberato a non uscire dalle vie eottStnzionali. ma timoroso di doverlo fare qualora la Camera gli impediate l'azione di governo, e per tale timore reso debole e umile davanti sll'opposi-ione; dall'altro, una Camera con una grande maggioranza ostile, ma, a sua volta, nel timore di spingere H Governo a un colpo di Stalo, rassegnata a votare le leggi, accontentandosi discatenare discussioni irritanti, destinate ad inde* bolire il Ministero nell'opinione pubblica; e. infine, un corpo elettorale, la cai maggioranza era conservatrice, ma inattiva, e dalla quale il Governo non poteva riprometter* si, in caso di acioglimcnto. una Camera migliore.
Tra le varie voci ebe il Belga raccoglieva c'era quella d'un rafforzamento del ministero con qualche membro del Centro sinistro, idea già apparsa in passato. Ma un simile preludio al' eonnuoto- eavonriano appariva ancora prematuro. Viceversa. pìccola ma significativa modificazione, ritiratosi il Della Rocca, questo era stato acati-sito alla guerra dal generale Bava, senza ebe l'Azeglio ne avesse notizia se non daQa Cestito piemontése... Era uno dei saggi dell'incerto procedere dclTe-perimento costituzionale, J
Di grandissima importanza in quel delicato - momento l'affermazione con la quale il Desmaisieres dia sentirò ebe cosa già rappresentasse il Piemonte, quando ricorda come glieveatie le lotte recenti avessero atraordinariamente aumentato il numero dei partigiani della indipendenza e degli avversari dell'Austria, anche per effetto della pili ma di numerosi emigrati lombardi.*) E, quando le autorità austriache avevano
L t) D Bava, poi rottosi con l'Azeglio per alcuni provvedimenti disapprovati da quest'ultimo, fu dal Re, trovatosi di fronte a un vero ultimatum del suo primo ministro, sostituito dal Lamermora. Vcd. la narrazione dell'episodio nella lettera dell'Azeglio alla moglie, del 1* novembre, in CAUCASO, pp. 379-381. La crisi Bava aveva auseàtato qualche allarme negli ambienti liberali, vcd. la Iettata del Cavour a Filippo Cordova, del 2 novembre, in C CAVOUR, Lttttn edite r inedite, Torino, 1884, voi. H, pp. 420-421, e II Ris-e-fime-ito del 3.1
2) Poco pia d'un anno dopo, il 12 novembre 1850, il Persane confermerà al Senior che la guerra coli* Austria è Fides che possiede ogni mente piemontese) Sraoi, op, eiu. p. 66.