Rassegna storica del Risorgimento

FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno <1918>   pagina <96>
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N. Belletti
Addio, mia buon'aniiea; i miei saluti a D. Giovanni od a tutti gli amici: si sono stampato le correzioni della Marcella, con due parole di scusa.
Di Eduardo non mi avete detto più nulla : salutate lui e vostra sorella affettuosamente ìu mio nome. Gran piacere mi ha fatto il sentir da Libera­tore che Mr. Mai aveva gradita molto la Marcella* egli è stato in Napoli per quindici giorni; ha :cMesto; con premura dì me, che gli avrei parlato della Marcella; ma la persona incaricata di dirmelo, non ne ha foto niente. Addio.
Si.
Napoli, M maggio 1833.
Mia huoftajniea.
Ho mille torli coi voi psc non aveE scritto, essendo sempre stato bene, anzi benissimo. Però, che f olete ? Sento che voi mi perdonerete, sento che merito di essere perdonato. Ho voluto lavorare ;e lavoro a quéi benedetti primo e secondo libro del primo volume, per poterveli mandare nell'entrante mese : l'animo mìo non ha avuta altra facoltà se non di pensare al mio la­voro: tutti i giorni di posta, mi alzava ben risoluto a scrivervi, ma i miei quaderni s'impadronivano di ma, le ore intanto passavamo io;, ani t-revava stanco, e l'opportunità della posta fuggiva, In principio:, la: coscienza mi ri­mordeva; poi ella stessa mi consolava, dicendomi che, se io era colpevole, ciò avveniva perchè amava nel mese di giugno trovarmi con voi per mezzo della mia storia. 12 sarete la prima certamente a vederla; poi Libera­tore e Mannella e Galanti; poi di nuovo liberatore, quandi si dovrà stam­pare. E bastano questi lettori prima tìhe il libro si stampi: e se in Roma si potesse aggiungere Condoli, sarei più che contento. Ma il primo giudizio lo voglio da voi; e sia questo argomento non lieve di vera ed affettuosa stima e 'di' carissima e non volgare amicìzia. Con. quello che oggi vi scrivo, non in­tendo rispondere alle vostre lettere precedenti: ciò che mi riserbo di fare con un le Iterane, or che dovrò terminare il secondo libro: ma solo intendo dirvi qualche principalissima cosa. hePliniane non sonovenuteno; mai si è veduto M. Oehilile che doveva recarle. . . ., * r* .:,;,. .? ;*, - . *.. -J
La mia salute va bene, come vi ho detto; ho incominciato il rob e la salsa, con un regime severo, assai noioso, perche attualmente alcun male-, ma bisogna compir la cura, e, con nerissima ingratitudine, pensare a discac­ciare il mercurio. Ho cambiato casa ed abito - Strada S. Anna di Palazzo, n>, lift. piano -; teista Condizione di questa !'et la parte più popolosa dèlia quale giace" In una valle dove tuM: Cogliono: abito/re; d'ove- tuttSabii tano pessnuameritC1; perciò tutti, sperando .dì- Star meglio, cambiano volen­tieri ma indarno. Questa volta, crediamo di star meglio, quantunque non ben*; ci fermeremo qui, spero.. Mia madre ed io siamo nati in questa valle; M abbiamo tutte io cose nostre;; non ci sappiamo dunque risolvere a salir sopita qualcuna delle coliìfie di ìfopolto* sono luoghi deliziosi. CÓBT ha fatto mio fratello.; .paga meno di noi e' sta meglio assai; ma per vederui, é. I un grfto fastidio laocMa aWa ife *èója ho cominciato ad uscire di