Rassegna storica del Risorgimento
MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno
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1952
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578
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Alberto ti. Ckùalberti
Infetto Milano bastonate e nerbate gli arrostati del IO agosto (ira ì quali erano due donna), per oltraggio ai colorì imperiali, un vivo sentimento di Indignazione era esploso io Piemonte. il diplomatico m potato giudicate dai discorsi oditi fa tal* eeesione piali progressi avesse fatto l'odio contro l'Austria Torino.
D ritardo nella discussione del trattato, commentava Pacato otaenratwre, non serviva ebe all'opposizione, lo quale poteva accumulare nuovi argomenti cantra U nùntro Ma nessuno doveva farai illusioni ralTeaito: approvarlo bisognava, perche ogni tentativo di riprendere la guerra era praticamente impossibile* dopo la fino delia reaistcnau unabereaa e veneziana. La necessità obbligava a firmare ma era da tenere preacuta che, *c d fosse tata qualche probabilità di successo, pochi farebbero tati xra gH ateasi conservatori i contrari alla ripresa delle ostilità.
Anche nelle confi dense del Dabonnida al Lumarmora appaiono ogni giorno nuovi motivi di aconforto per l'agitazione che e nel paese, per la Camera ogni di pio ai-gente ed ostile, per il ministero, ebete debole-a ai difende male, eoo mi Fanelli* le cui risposte sentono troppo l'avvocato, mentre manca a un uomo di Stato fermo prudente amante della vera libertà {19 settembre). A Vendemmiale al sognava Brumaio .*)
Il 22 settembre, finalmente, lo Commissione presentava la relazione, con la quale ai dichiarava che MIO la necessità consigliava di far eseguire il trattato, con espilato biasimo ai plenipotenziari piemontesi, dei quali, come dirà due giorni dopo il Iliaer-rùneule, ai era dimenticata la dignitosa fierezza serbata nelle trattative.
Ti scrìvo dalla Camera informerà l'Azeglio la moglie il 25 . dove ai sta battagliando per sapere se ci devono dare I denari, da pagare all'Aostrìa l'indenni tali puoi immaginare il diluvio di stupidità ebe piovono calle spalle del minittero o che sento, come il mormorio d'uri ruscelletto, senza capirne il senso.3)
La discussione alla Camera fu, infatti, ardua e assai calda; Cesare Balbo, presidente della Commissione, ba invano consigliato l'approvazione senza nessuna discussione ma colla protesta del silenzio . Valerio e Siaeo ai oppongono; fl'Melina protesta che non ai e tutelato l'onore; e, dopo molti vivaci dibattiti e dopo ebe Valerio e Lonza hanno fatto votare la sospensiva per l'esame dei documenti. la Camera accetta il pagamento dell'indennità, ma rinvia, indcfinitivarocnlc la approvazione.
Questa ostilità della Camera, pur non scuotendone il saldo ottimismo finale, finiva per ranci tare qualche preoccupazione anche nell'Azeglio, turbato, sappiamo, molto più dal timore di una sterzata reazionaria ebe daDe intemperanze democratiche. J! suo convincimento apparo sempre più. chiaramente delineato nella ricordata lettera del 25 alta moglie:Se non fosse il pensiero del reato d'Italia, credo ebe questa Camera ambite'già a casa. Ma ciò renderebbe più arduo il mantenere qualche istituzione negli altri Stati. Perciò si sopporta; ma. se scambiassero questo sopportare con la paura e la debolezza, sbaferebbero assai. Non era tanto la grettezza e la testardaggine democratica che lo trattenevano dal dare esecuzione a mirare di forza, quanto il ti" more di compromettere la causa cotituzionale e, quindi, quella nazionale. Che cosa sarebbe accaduto per effetto d'una troppo, accentuata sterzata assolutistica in Italia ?
Che, tuttavia, l'antagonismo del ministero con una Camera in cui era in minoranza avesse ormai suggerito concrete e precise ideo all'Azeglio appare, oltre che dalle altre testimonianze addotte, dal dispaccio del 28 settembre, riportato dal dili-
') CobOMBO, op. di., pp. 32-81. *) CATICA.NO, p. 376.