Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <581>
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I! proclama di MùncatieH
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fmn e DM Immoralità. Meglio sopportare ancora In stupidite U birberia illU Cantera piuttosto cho compromettete con alti improvvidi le Utituuoui nel rrslo ditali. *1 Che era U cuoccttu da lui pia volte espresso reso ora più. attuale dui timor* dt atti reazionari, provocando muli inconsulti, suscitassero nuove occupazione sta alerà e trionfi assolutistici.
Occorreva mantenere il buon scuso e la serena fiducia del Re al di opra de piccoli calcoli di enti spauriti consiglieri. li Re ha la (cela quadra* o il cuore eccellente ma non ha lunga esperienza d'uomini e di eoe*, r ri rimette in me interamente; onde penti che responsabìlittl l'Azeglio diceva alla moglie il 1* uovrmbre, evidentementr-un po' preoccupato di certi recenti foghi del Sovrano.9) Il quale, il 9 ottobre, col DcMnaUière ì era lasciata andare a qualche confidenza non precitamente nel nato del no primo mi nutro. Favorevole ormai a mirare energiche, il Re ri diceva, ritta rito contro i demagoghi, che avevano trascinalo il paeae alla guerra, ed era convinto the la Camera non rappresentasse più quest'ultimo. La modificazione della legge sulla tampa. e di quella elettorale gli appariva necessaria. Ha, con tolto questo, le accuse austriache di tergiversazione gU sembravano ingiuste. Pronto ri, a misure energiche. ma non meno a ricordare anche al no interlocutore chea nona avori a menager notre posìtion ea Italica. *1 Gran molla questa di tutta la politica che Re e preridente del Conaigiio eguivano. Il quale ultimo non cattava a confidare al L omo raschini che lana vera paura, ormai.non era d'esser sopraffatto, ma di venire al punto di dover sopraf­fare, ed allora per quanto ci ti badi, i colpi, come i tuoi dire, non i danno ammira.*)
Le preoccupazioni, pero, per un prematuro colpo di forza ri impadronivano ora anche di qualche critico dell'Azeglio, no vediamo lo tesso onesto Danormida, nella rammentata lettera- del 3 ottobre, deplorata la Camera a passionata ed incapace, reluttare davanti all'idea di uno scioglimento improvvido per non crearle una pericolosa popolarità: a guai se ri ritoma all'assolutismo, che condurrebbe seco la reazione ed accrescerebbe la disaffezione dei popoli al regime monarchico. Egli temeva, evidea-temente, il troppo facile errore di create dei martiri a buon mercato. Meglio, quindi, appettarne altre prove di incapacità d'accordo in questo con l'intimo pensiero del­l'Azeglio e. Intanto, rafforzare il Governo con qualche uomo della Sinistra.
La crisi ministeriale, del resto, e già in atto. C*ò battaglia attorno al duro Piacili, che qualcuno tra i ministri e disposto a sacrificare, come più inviso all'opposizione democratica e ormài in dissenso eoa i più tra i colleghi, davanti ai quali sosteneva schiettamente, come più. tardi in una lettera al Re, la necessita dello scioglimento della
*) 30 settembre, in L. Qatar.*, Le confidenti politicht di due uomini dabbene, Roma 1819. p. 31:.
*) Creatore del mito del re galantuomo, l'Azeglio cercava in tutti i modi e intuiti i momenti di accreditarlo in Italia, II Re che e buono e leale, malfermo come una torre, e non ha paura neanche del diavolo diceva al Galeotti il 1 ottobre; e il 4 al Sarvagnott: 0 Re è leale e franco, ed ha gusto a fare il Re come io a far il ministro, e non ha affatto il despotismo nel sangue, perciò purché Io cose camminino è contento della sua posizione e non ne cerca altra , ecc.
*) COLOMBO, op, or., p. 93.
*> 9 ottobre, iaH.DK Roana, Dai penetrali dei jRworgimrnto. Lettere di Afosrinio d'Azeglio a Raffaello LambrtuAinl, in Rùista d'Italia, a. XXX (1927), p. 42S. Di par­ticolare importanza per comprendere lo stato d'animo dell'Azeglio, nel mw prece­dente, al proclama, la lettera al nipote Emanuele dell'U ottobre, in BIANCHI Lstfrra, pp. 59-o2.
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