Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <582>
immagine non disponibile

S82
Alberto M. 'GkMwii
Camera e di uuu rixutiif>eJ rìiLn della liga* elettorale. l.r MPrnu* 4t alcuni mini tri eoo membri 4,ir<ippcmimon* avevano approdatoad una mplicita richiesta da pana di quest'ultima dal ritiro dd Pinvlli. U quale ri era snerinrato con patriottico dUlnie re*e. AlTinterno passava cori il Galvagno, dir, non senza reróminazioai anstjriarhe per <ru*ta notnlua di un Mitico membro del Governo provvisorio di Venezia, visiva limito poco dopo al .Lavori pubblici da Pietro Paleocapa, t 11 primo uomo d'Italia nel -un genere. Ed anche il Bava nocivo dal Ministero, dopo che l'Axeglio per certi prowcdirornii prrri da lui .uà insaputa era arrivalo a minacciare le proprie dimilt-i iiì al Sovrano, a Egli non ha voluto tornar indietro; io, usurati!, quindi il Be t'aveva sostituito con Lamarmora.
Di tutti i cambiamenti quello del Pinella aveva fatto più impressione ai ejon*rr* vatori. anche ce bilanciato dall'ingresso del Lamarmora.1) Allo stesso Azeglio, a do­tato, perchè era oneeto e ubile; ma ormai ai era giunti a tal punto che * o amare <"'"- o scioglier*! il minuterò . E netta lettera atta moglie del 1 novembre Mas­ti mo rivela apertamente il fondamentale motivo del ilfaiiiin a gli non xx>Uxa più oeer pazlmza con la Cornerò; ed te e molti cettegntt rogttente eecrlo tuttofa, i.'-'t;/:' ara pariuolarmnte preso di mira, e ho rolufo locar* tutti l prefetti e che non ai poi**** dir poi che e'sva faìla Io acùgiùnanM per Vo*iinasxone di mservere mi uomo .
La nomina del Lamarmora, domatore detta rivolta genovese, da un lato, la KOB-pano, dall'altro, di colui che raccoglieva tutte le ire delTopporirione creano un momen­taneo disagio alla Camera, che non sa come intcpretare i due etti ed è costretta ad invertire tutto il ministero anziché un solo ministro. Che la opporirione non intendesse disarmare ri vide atta ripresa, della discasriono mi trattato di pace, al 13 novembre. Respinta la proposta del Balbo di una approvaxione con voto silenzioso, il Buffa pre­sentò un ordine del giorno del Centro sinistro, nel quale ri dichiarava che la Camera considerava il trattato come un fatto compiato ed avrebbe provveduto e con lezzi speciali, ove d'uopo e in ciò che la concerne atta regolare etecoxionc del medesimo . ')
Tatti sentivano che la questiono era grave. Il Cavour insistette perchè ri togliesse di mezzo una volta per semprerangoeeioso problema. Io credo che questa discussione tenga gli animi angosciati a sospesi. Io sono persuaso che > lavori parla­rne alari, che pure *ono tanti* non possono procedere con quella regolarità neon quella sperabile rapidità, finché questo vitale argomento non. ria1 sciolto: questo e per lo cooridcrarinni interne. Tft quanto, all'estero, io credo che la sospensione detta ditcu-rione del trattato abbia gravissimi inconvenienti, e che. prendendo lo stato di Europa qual'è e non quale potremmo desiderarlo, non si possa disconoscerci che questa ecces­siva difficoltà che ri oppone all'adozione dal trattalo, questo continuo rimandarlo non possa che avere dei risultati fatali per la nostra diplomasi e pei nostri rapporti internazionali... .Questa non e una queetjone tra il Ministero e noi; hi questione del
ti. Sulla eriri Pinrili, ved. COLOMBO, op. àu, pp. 93-95. la lettere di Costanza d'Azeglio al figlio, del 15 e del 29 ottobre, in Sóorenfra, cit.. pp. 371-374. Sulle vod corsie sui rapporti Àxcglio-Lamurtnora, ved. la lettera del primo alla moglie, del 23 novem­bre, in CaJtCANO, pp. 392-384. Fin dal 21 ottobre l'Azeglio aveva confessato tesate preoccupazioni al Lamarmora circa le disposizioni che ài prendono nel ministèro detta guerra , CUXAJLA, La eonfitieme, pp, 32-33,
-*) La separazione del gruppo Buffa, sull'ordine del giorno di quest'ultimo, dal Valerio, veniva sottolineata favorevolmente dal Cavonr: ved. C CAVOVJI, JVoueettre letrra tViAMfw, Torino, 1389, p. 35S (a Émile de la Bile, 13 novembre).