Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <583>
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Il protìtmna fi Momaìiori
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trattate I nmm questione IH mi IH la ialiti, r quand'aiuthe no vi fossa più qur*/> miniatelo e v* ne fosse un altre scelta de qualdaid parte dell ertiti gualaicnto rieonoscer* queste legge fatale. Si parla sndte di nata di Ugniti lo p*t se non erodo eh* la dignità e l'onore d guadagnino molto ad protrarre fife a lungo 4Ue">l discussione perca* noi slamo tutti egualmente convinti dst la l**rvJc èe qì farciamo In noli* possono modificar*- questo doloroso trattale. *> I
Ma uè l'appello del Balbo all'approveriene in aitando, ni quello del Cavour ut riconoscimento dalia fatalità ottennero l'effetto sperato. Né- tutti portando si manico* nero all'allessa di un Jaeqnemond, dm rivendico l'opportunite dalla campagna del 'W, o di un Boncenipagni. die* dopo aver affermato io desiderava pd ra notri la corona dell'Alta Italia; ma io voleva elio queliti fosse min vera corono; non un regno cosae quatto di Luigi XVIII. che eontavn gli anni del no regno, mentre lo repubblica e l'impero lignoreggiave in Parigi*, coneludeva con un infiammato atto di Cedo netta rama ddTmdipendcanm e con un singolare presagio di quanto avverrà dieci anni dopo.
Ma tre giorni di discussioni erano troppi per arrivare atta conduMone di un ver detto di 72 voti contro 66 a favore della mozione di Carlo Cadorna, subordinante l'approvazione finale dd trattato ad una legge che prowedeaae a dare la dlladinanxa gli emigrati. Come so davvero fòsse ancora possibile aotloporre ed sua qualsiasi clamala l'accettazione della necessita. Se non si voleva approvare* era più logico e più serio reepìngerlo senz'altro.
Davanti etto spettacolo eoe gli offre la Camera, per quanto ri fosse proporto di non perdere la calma e Ioeti l'aveva accusato in piena aednta di aver tradito ftallal l'Azeglio eaec in un grido amaro: *Qui non n ro eerso * man e non i loro che temo. Si va aarse il discredito del governo rapprestniatito, per VùnhtcUlhà della Cambra... Se si arsegli**** ho paura che non andrebbe pia gatte a rotar* per un'altro; et le combat Snirait fante de combat tanta. L'ignoranza al udito uccide ritolta. Quel poto cae po*>o lo/o, ma non so far miratoli .3) H
Ma non aveva bisogno di far miracob: ormai la prova, Pultima prova, detta inca­pacità della Camera, da molti invocata per superare ertremi acropoli cortituzionali. era venuta. Anche ee un Cavour era contrario alla dissoluzione convinto qu'avee un pea d'Imbiuto et de fermrte,onaur*jHpul'évirjer.,)ri poteva mandare a cosa quota Ciuncru impossibile. A patto, pero, di dar obito vita ad un'altra, ni contrario di quello che l'Azeglio pensava qualche mese prima e, ancora adesso, molti desideravano, più o meno esplicitamente. Anche un tentativo di accordo con la parte pia temperata dell'opposizione, in casa dd Cornerò, presenti l'Azeglio, il Battezzi, 11 Cadorna, il Buffa e il Lonza, non portava ad alcun risultato. L'Azeglio, accampando lo sua m-rompetfloxa costituzionale, avvertiva che uomini eaperti lo avevano assicurato che d poteva anche sospender lo Statuto e governar* con rgi detriti. Sorridente minac­cia larvata. Ad ogni modo, d affrettava ad aggiungere, era partito questo del quale egli non era affatto persuaso ancora1 .'ohe. in ogni easo, non avrebbe dottato se non in arxrmìé*per la salate della patria. *)
16 novembre 1849 (è il quarto intervento di Cavour sul trattato) in C BKOO ut Cavocs. Diottra parlamentari, a cara di A, Omodeo, Firenze* 1932, pp. 303-305.
2J Alla moglie, 13 novembre. CASCANO, pp. 381-382.
') Cavour a De La Bile, 19 novembre, in CAVOuTt, Nourelle* terre*, p. 357.
V Uri Diario del Lanxa, ora in C. M. Ut, VKCCKI W VAI. CISMON, LO corto di Giovanni Lana* Torino. 1935 voi. I, p. 240.