Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <584>
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Alberto M. Chlmlbfrtt
Pria* atto dal piccolo dramma eoitilusioaale, la proroga eaa dettilo naia ietta ***M<MM; fino al 19 novembre.
Coma scrive-1* Azeglio al Pralormo a Parigi* la Camera a ttaells dai limiti stato tari entrando ari campo dagli altri potar! dallo Stato, Il ministero, dopo aver /otto di tatto per giungere a una conciiiarioac (vogliamo vedere! un accenno al sacrificio del Pìnelli?), " * convinto di non poter andar d'accordo con una Camera eoe viola lo spirito della costituzione e comprometta la Corona e la tranquillità del parar tt/ti la procreatimi li oao di un atto che atea stessa ha riconosciuto doversi arc<ttare. Quindi per ora la proroga; poco dopo. In scioglimento.
E al accenna già i il dispaccio e del 17 all'appallo ehe sarà rivolto all'opinione pubblica per illuminare lo gravi conseguenze por il paese, ee ai manderanno ancora ulta Camera deputati che non rispondano alla ferma intenzione del Re di mantener* Pontine e di assicurare io viluppo e la prosperità pubblica aenxa scostarsi dalla via tracciata dalle istituzioni. )
Da questi accenni appare che il proclama del Re il a proclama di Moneafieri , e sii pronto.
Il paese ha accolto soddisfatto la notizia della proroga della Camera, l,'opinion* pubblica, scrive l'Azeglio al Pralormo il 18. ai è acntita rassicurata ed invano nn gruppo di. deputati MJ riunito per cercare di prevenire l'attesa, imminente nowi del Sovrano. Non e'fe pia nulla da fare: il Re e orlimi convinto.
In un primo tempo ri era. affidato il compito di tendere il proclama a Pietro Gioia. :1 ma la atta redazione non essendo tata ritenuta adatta, ai assunse l'incarico lo sterno Azeglio, del quale ri conserva l'autografo nei Mosco Centrale del Risorgimento, in Roma. Tranne alcuni ritocchi attuatici e tre fraai on po' tormentata, una scomparsa nella redazione definitiva e due sosti lui te da altro più felici, il proclama, approvato nei Consiglio dei Ministri del 19, ') e uscito di getto dalla penna dell'Azeglio, del quale ri riconoscono utile o pensieri.4)
Non c*0~ nel proclama ni doveva esserci ~ l'accenno all'altro del 27 marzo, che ha voluto trovarvi il Cognasso. Il solo atto regio citato e il proclama del 3 luglio 1819 (l'Azeglio momentaneamente oblioso, ha lasciato in bianco la data nell'autografo). Piuttosto, la lettura dell'originale sembra dar credito a quanto racconta il Cantelli che il proclama fosse prima letto nella redazione del Risorgimento, a Quando ri arrivo al punto in cui il Se dicova: questa politica, che è la mia è la sola ecc., ccc~, ci parve
>) COLOMBO, op. dt., p. 96. Cfr. con la lettera al nipote Emanuele, del 20 novem­bre, in BtAjfcur, Lettere., pp. 63.
' S. Fauci, L'opera di Plf.ro Gioia per Pioemia a per Fiutila, Piacenza, 1920. p. 130 e acgg,
*) Yed. CUISAUIKXTI, Appunti ecc.. p. 281: Proclama del Re approvato. *> Ved. il testo in Scritti e discorsi, voi. II, pp. 19S-196. Tra il 2* e il 3* capoverso doveva inserirai originariamente un altro brano del quale rotta tormentala traccia: QuaiuTio talita ai trono [*] [non avessi tanto] ho rispettalo {lai} mio padri, [tanto verso] il mio popola, [tanto avuta in non cale ogni bassa ambizione, era in me il mutare ordini a profitto del mio potere], A'on Io dovetti, non lo rotti e non lo feci . L'accenno al primi atti ostili alla Corona era prima diverso: La Camera oV deputati tceht il tua presidente. Era net tuo diritto. L'ultima frase fu tentata due volte prima d'inqua­drarsi nella più felice forma definitiva: smammai la Casa di Savoia ti trovo delusa, quando ; a ogni qual volta [In Cam di Savoia] ti tonfidò nel tento e ntiTamore de* raos popoli.