Rassegna storica del Risorgimento

MONCALIERI (PROCLAMA DI)
anno <1952>   pagina <585>
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Il proclama di Mùrtatlieri
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he I* parola del Sovrano ece*d*aae alquanto I limiti rontiturionali; taralnata bene h> A*** ai decine di faro* lotto avvertilo l'Aaeriio. Kintraecialo Km mrzzanotlo ri informato, cali dichiara di BOA ver mot paneato con quatte natele a toccare lo Sto* tato: od ogni modo, accettavo lo correzione. ') Ebbene, dall'autografo appara oc Io frasai Taccio dello guerra fuor di ragione marne dall'opposizione a qTirila politico eoo i miri Miniatri lealmente attraivano ho era. lo ooto ponribile, prima menava proprio co*U*.JVwi pori delia guitta trnta KOB motta daWopp<*ui*nt non dico o* aria! Minittfi. ma olio Olla putitici* eoe otri neguirano, ed tra la tota poiriblU .
Geo queato lorica documento del SO novembre 1849, che il Cantelli un quarto di vecoìo più tardi atarrivn averne salvato l'Italia, il Sovrano ai rivolgeva ai aooi popoli per rimproverare il loro procedente a***ntrimo e denunciare rattcejpaiaento tirili. Camera di fronte olio pace eoo l'Austria, ricordava la pronte* a di alvare il peajn dalla tirannia dei partili, indicava egli elettori il loro dovere e ribadiva l'antica fiducia della Cosa, di Savoia nei anoi popoli. E t'accenna alla xeaponaabflltà faterà la eaao di fallimento di questo oso tentativo doveva far comprendere agli elettori quale fosse il loro precinti dovete. Quanto a afe, era fermamente intenzionato di mantenere le laro libertà, e di difenderle dogli esterni come dagli interni nemici .
Non l'Azeglio aveva acceduto alle ideo del Re, abbastanza chiaramente enpreasx. nella conversazione col diplomatico belga, ma il Be a quelle dell'Azeglio, ae Fappasaio-nat severità del proclama, di coi il minuterò teneva a rivendicare la patenità penino eoa la moglie, non faceva alcun accenno alla temuta aoppreaaiona della lineria di Umpa e alla modificazione della legge elettorale.2) Fin dal settembre, come a"e vinto, l'Azeglio era eonvinto della ncet arila dello acioglimento, ma aouo il aogno della cestitamene, non aotto quello della reazione. la raion rcìpublieae imponeva la lezione; ma anche lo solar npualieot suggeriva di non abbandonare la strada antica e pur cori recente delle liberta statutarie.*) Cireneo a sua poato per Torino Pettimo Lonza a protestare:* Dunque Io Stonato non vi è pia, il Re ha parlato, i miniatri non tono più respo(inabili .
La discussione che allora fa fatta, le foaae atata o no acoperta la Corona ì io-terewoate, ma bizantina. Il Miniatro, non scopri la Corona, ma fece capire a tutti he il Re eoatitnxionale non era un Re Travicello e la Coiti turione per estere salvata, andava pettata da tutti, in alto e in boom. Al dovere del Re ri contrapponeva il dovere del suddito.
11 poesie, al olito, e quieto come rollo; e tolti approvano lo dissoluzione e il proclama, salvo quelli che hanno avuto la frantala, che stridono, com'è naturalo, raccontava alla moglie il 29 novembre, mentre al Renda ricordava come ai foaae otta ceonde diaaolurione dopo Novara... Un po' troppo: ma era l'ultima rinoma degli
L. CKUIA. Ritardi di Midulongdo Cartelli, Torino, 1888, p. 61: L. Tomxu. Riearet patitici* Sfilano. 1873, p. 238.
:> Le parole sono di Maarimo d'Azeglio, ma il aentimento che cnprimono è veramente del Re. Margherita CaDcgno ad Antonio Trotti, 22 novembre, in M*t> vxzzr, opv cìt p. 433. r Il proclama, però, almeno mi concederanno, che l'ho fatto io; e queato mi batta . scrivevo l'Azeglio alla moglie, il 23 novembre, reagendo elle dice­rìe dello sinistra che il vero minUtio foaae U Lamarmora. CUICA.NO, op. di., p. 383.
*> Comunque a, mi ooa risolato di salvar un po' di Uberto, a qualunque cceto,e enza eararmi, d'oltraggi, di calunnie e di spaventi, allo moglie. 9 dicembre, CAKCANO, p. 384. Sullo diocuarioni di quei giorni, Buomnwio. op. rir., voi. Ili, pp. 335-342.