Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; CRIMEA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <592>
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592 Vittori E, CimuAU
Kd Inumo, in atleta che Il Piemonte contribuisca alla conquista della Crini**, t iw tesso trattalo come un paese conquistato dal trio Imperiala a repubblicano. Volli cu de**x mota, l'etlVi do l'sdhesiun à 1 quelle viaat da ae ttvrat ava j-ouveTncmcnt, eoa* elude La Nati**, l'organa dalla democrazia repubblicana, il giornale eli* osava accogliere nella Mia colonne gli scritti di Mazzini a di Kouth. *) Che se poi I miniatri piemontesi sì sano dacia! all'alleanza mena per le pre trioni ubile che* perla peranxadiajNlricoOT-peiua per eaaa Savoia, non karebbe questo an tradimento detta tanta italiana? E. fame. miche sa tradimento i coi frutti non possono auare che chimerici. Butta ricordare 11 ISitt ed i sogni.che allora condotterò il Piemonte a dna potai dalla rovina completa.3! Malto più aggio farebbe alato, coal almeno pendano molti, collaborare con tutti pacai rimasti neutrali a costituire intiero* eoa cari Dna alida alleanza che avrebbe permesso di fronteggiare le prcaaiooi da qualunque parte. La decisione del Piemonte* a giudizio dell'Economiste JBriga (quindicinale della a Soelcté belge dScouonrie politi* quc*. redatto in gran parta dA an appassionato liberi ita: G. de Moli nari) e- tanto pio incresciosa io quanto 2 stata presa senza aver prima eoaanJtato gli altri Stati secondari europei, tatti interessati ad una soluzione equa e rapida del conflitto orientale. sl La pace del mondo aarebbe meglio salvaguardata e questi Stati, invece di abbandonare atta grondi potenze la direzione della politica internazionale, vi prendessero nna parte più attiva, ti intendessero tra di loro, e, magari, ai confederassero per tenore nna con* dotta conforme aà loro intere:*!, nello crisi che periodicamente affliggono l'Europa. Tra i due blocchi ri inserirebbe, cori, tua terzo blocco di ottanta milioni di uomini, fn grado di resistere alla prearione delle grandi potenze e. anche, di interporre un'auto­revole mediazione. *) Il gcato del Piemonte avrebbe potuto avere, comunque, una qual­che giustificazione te al fotte trattato di una crociala generale destinata a castigare l'ambizione poco scrupolosa della Rustia e ad impedirle di turbare ancora la paco del mondo.Maia en *omme*-noas la?.J) La risposta che il de Molinari prudentemente sottace, non ri perita di dada, con il no stile spregiudicato. La JYauon: il solo interesse che ai possa riattaccare al conflitto orientale e tatto netta curiosila di sapere chi avrà il sopravvento tra il dopotitmo occidentale e quello orientale?*) Per il resto non ri tratta che di una guerra di bottega religiosa e finteresti estranei al progresso delle idee e al trionfo detta canta popolare. Sotto il pretetto detta libertà e detta civiltà, la tirannide bonapartista fo la guerra alia tirannide russa: i Cosacchi del Don si contrap­pongono a quelli della Senna. } Anche per i giacobini de La JVelìon, perciò, l'unica soluzione saggia sarebbe stata un'alleanza tra rotti gli Stati costituzionali, alleanza
9 La Aaiion, 13 gennaio 1855. 9, /ci.
' *) Economiste Briga, 15 febbraio 1855. 1 lei, 5 aprile 1855.
Anche Lafiotion era del parere che l'intervento del Piemonte aveva impedito un'alleanza degli Stati neutrali che solo avrebbe potuto evitare l'allargamento della guerra: a Avee un pcu d'intelligence et d'energie tea gouvernrments dea polita Stata eoneritutionneOen auraient tigne' entro ettx une atttance difensive qui Ica amebait aux griffe de l'Aigle imperiale. Aujourd'hui il viendront a'enroler tour a tour tona le drapeau dòM, Bonaparte (13 gennaio 1855). fi /ri, 20 gennaio 1855. *> Lo iVanon lo gennaio 1855.
:' /t.;, ; 7 gennaio 1855; 23 giugno 185,ondi,-iinilmentc tirerà presso il Brofferio alla Camera Subalpina il 2 dicembre 1854: a Questa guerra non cv