Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; CRIMEA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <605>
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IcsqucU la queuion de* potami de terre et da pla est bien più palpitante d'aetoali u que orile qui uaue noe moment a Orienta 0 ehm dei eugllttatl bea nutriti aeri*, vauo In prigione- perca* ribelli alla legalità fermale *) avrebbero tati proprio essi i proujtonlaii della nuova Mori.
Simili profezìe locava anche Le iVenVwial (nuovo titolo adonto da Le Notùon): * L* pronta do In guerre, soni phu nate a un potai de voe doat ne ie préoceuprnt pas fuer* le* diplomato* renaio: colui de la dvittsatioa. La guerra, infatti, provocherà una crfri di rinnovamento in Turchìa; in Rustia le elessi popolari ritorneranno a cosa con molte ide di libcrtìi nel loro baj-uftlio; la Francia attenuerà il MIO materialiuno, mentre ìn Influite ria la guerre hn p;ia fornito l'occarione ed il pretesto di dare un duro colpo all'aristocroria. La rivadanone democratica ri lava de tempo maturando in Inghilterra a ne è ima prova il coraggio e la franchezza con la quale ai discute ani giornali ed in Parlamento. Il ne fallali qu'uno occarion ponr la iure pascer da domarne de* idée dana celui dea fatta, et eette occarion le desaatre uaguyé par l'arme* angtaisc vient de la fourair.5) La rivoluzione, affermava nel aettembre il Comi­tato democratico europeo, incitando i fratelli dì fede a all'azione, ha nelle pieghe della eoa bandiera la carta dell'Europa futura. ')
Dietro la questione d'Oriente ri profilavano cori problemi molto più inquietanti: la rivoluzione democratica e l'affermazione delle nazionalità. In Italia, che abbiamo visto citare cotae uno dei punti nevralgici dell'Europa, democratici e liberali ri trova'-vano d'accordo nel desiderio che la guerra, divenendo generale, portaaoe* alla ribalta europea il problema italiano.* Le PiéraOnt propreroent dit, desire hi paix scrive dopo la cadat* di Sebastopoli il de Jonghe etterait heureux de voirrcntrer *on armeedun>> tea forerà, 1 n*en est pas de meme da parti ** Italica,, et de tonte* le* faetion plus ou moia', democraliquc* et ireA'olutionnairc*,qui mettent leur espolr dana la continua-tioa de la lutee. Una poco immediata e temuta perchè non apporterebbe certamente modificazioni alla carta doli*Europa, quelle modificazioni radicali, che sconvolgano retatale ordinamento politico del continente, a II* font dooc des voeux potar la guerre generale. Tappai aux putimiBlhfi et leurs esperance* se fondent sur l'anarchie. L af-fribuasement de la Russie Ics rejouit, il derixent son ancantissement, mais ce quii leur fan* avsnt toni, efest la revolution en Hongrie et en Pologne, et l'inaurreetion 4 AGInh, a Florence, fc Rome et Naplcs; et a leurs yeux la guerre generale pent scola enfanter le tacce qu*ila derixent ri ardemment. *) Il da Jonghe aegnalavala crescente
J) Saiuho 29 ottobre 1854.
In questo coricò dì tempo. 1* condizioni economiche dei contadini e degli operai in Beino ri aggravarono al punto da provocare agitazioni e disordini. Si veda in proposito nel Carteggio Cac<tur~Salmour (Bologna 1936, p. 63) una lettera del Sulmour da Bruxelles dell'ottobre 1854. Quoique l'agriculture alt atteint un haut degre de dCveloppement en Belgiqnes erive a sua volta l'ambasciatore austriaco, la production de ce puy ne suffit pas aux besoia* de sa coasom-mation... La marche toujour aaccnsioanelle dee prix de* vivre* rcagìt d'une manière defavorable aur l'eitprit de la classe ouvrière... . Vienna, S..A, PoL Azehiv. XXIl, Belgica, fase. 16: Vrintai Buoi. Braxetlea, 26 settembre 1855.
2) Le Piattonai. 23 febbraio 1855.
*) O. MAZZINI, Scritti adiri e inediti, voi. LV. Imola 1929. p. 107. Ved. il commento che di questo manifesto fa V Emancipation, 26 aettembre 18SS.
) Bruxelles, A, E. Sardalgne 7/31: de Jonghe a Viloin XIIII. Torino, 15 set terobre 1855. Le* di court de Lord John Rusac) et de Lord Pakneraton sur Vitello