Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; CRIMEA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <609>
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L'iNtervonto pitmom** in Grimva. 0 Ho naturalità dal HHIRÌO 609
poli ri ci eeoerds. llGoVwruo e<>iv*rvatorc, pr*iedutodal dr iJr <-;,.",-, perseguiva un* paliti** ili riawtcitumrnto Alla Prende, '1 ma en aneli* particolarmente interessata 1 mantenimento deltapana * dell'equilibricontinentale, *he ritenevo la - 11 -j prauti dall'integrità e dell'indip*di'u*a del Belgio, Nella politica di ostilità all'Austria del Conte di Cavour e nel tuo afono di giure la questione italiana davanti all'opluluiir europea, Vtlain Xllli non poteva non vedere motivi di tnqnstndine internazionale di preftecwpaeione. Nella valutazione negativa delle potltien piemontese gli sfuggiva* inoltre, un demoni. die-in tra.v vedevano, invece i liberati dei uno paese. Le derisione di inteevenire In Crimea BOB era stata spontanea e su questa aspetto tutti i giornali belgi, e non soltanto quelli radicali* avevano inaurilo, ma essa era itala determinata* oltre eh* dalle pressioni esterne, amebe dalla gravità della situazione politica interna' Je ne dis-imule pa te conscqurncce que eette mesure pent avoir, scriveva Gavone all'indomani della conclusione delle trattative mai, a moa avi, nous n'aviou que le eboix deinconvénienl3)e tra gli inconvenienti, evitati uno dei più gravi era stato quello di un minuterò di destra ebe si assumesse la responsabilità del l'intervento: oluzione alla quale Vittorio Emanuele avrebbe certamente fatto ricoreo, se -i fossero prolungate lo incertezze -1 ' e ebe avrebbe potuto significare la fine delle istituzioni liberali.
L'intervento in Crimea aveva al voto il Piemonte danna involuzione interna, ma gli aveva aneàe permesso di riprendere i contatti con l'Europa, rompendo un isola­mento soffocante. Non ostante il disappunto di vedere il Piemonte allealo della Fran­cia imperiale, se non proprio dell'Austria, questi risultati erano stati positivamente giudicati dai liberali belgi e andavano oltre le polemica sui vantaggi conseguiti andan­do in Crimea. *) Cbc tra questi vantaggi vi tome anche qnelto di aver accresciuto l'In* finenaa del Piemonte nella Penisola, nessuno avrebbe potuto alla fine negarlo. Uà pro­prio qui cominciavano le riserve dei radicali e dei democratici, in Belgio come altro­ve, i quali avvertivano che la politica, che il Piemonte aveva inaugurato intervenendo hi Crimea e discutendo il problema italiano al Congresso di Parigi, avrebbe potuto, e vi era chi lo metteva io dubbio, *) affrettare Punita della Penisola, ma che questo sùenineava spostare ni piano esclusivamente territoriale e sul terreno diplomatico quello che fin lì era tato considerato anzitutto come problema di libertà, di rina­scita morale e dì rinnovamento odale.
VITTORIO E. CIUNTEJXA
L A; DE RIDDKU, op. di., p. 1SS. Si veda anche a questo proposito la lettera circolare del visconte Vilain XIII! del ?'febbraio 18S6 ai rappresentanti del Belgio all'estero. Bruxelles. A. E. Sardalgns 7/1?OÌ' I
-' A. BKKT. op. di., p. 486.
*) V. VAUSKCOU, op. di., p. 362.
Nd maggio 1856 11 Saneno pubblicò un articolo dal titolo: Lea benefico do Piémout dans la guerra d'Orienta, che non ho potuto rintracciare nella collezione del giornale, purtroppo scompleta, conservata nella Biblioteca reale, uà In nltic biblio­teche di Bruxelles. ,
5> La Casa di Savoia, al domandava rOosarruieur Brig* (21 settembre 1855). est-die en mesure de donner n l'Italie l'indépcndance et l'nnité t Beaueoup de per sonnes en doutent et nona somme* de ce nombre .