Rassegna storica del Risorgimento

DEPRETIS AGOSTINO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <628>
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Emanulm fJbrinu
di esso è Giuseppe Maesitti. Viano anzitutto dimostrato carne 11 msuiUttt >M ljtmeanat possa riinvriro fonaste, come sintomo di. adesione t di duallun in un (mpurbf eia forte fra tutte le paloni della Democrazia europea per unità di opinioni e all'accostarsi della crisi suprema.
11 Comitato aaeioaala italiano dovette accettare II lette compiuto dell* costilo, siane di quello llnio-Knmeo-Spagnuolo, cerèando di armonizzarne il programma con quello proprio
Accettava i primi due paragrafi del manifesto del Lamennau. mmire elevava le più ampie e-ieéfa* rberve tal quarto, eba eembrava doverne aprire la porta U* idee federaliste. Ciò non era evolutamente accettabili da parte di uomini di fede pm-fumLaiuente unitaria, quali annoi componenti tutti del fr{t"> Nazionale Italiane.
Tolto questo ostacolo programmatico, fra i due Comitati enrebbe tata possibile un'intesa e* ee pure non ai fosse venuti ad una fusione completa. l'unione poteva effettuarvi per via di contatti e di cozriepoadenza, moetrando enei all'Italia eoe aeri. non erano rivali disgiunti' di fede e di bandiera.
Appunto la idea federalista sentita da uomini come Saliceti e Montanelli, eh* pes-aeranao pai al partito mura trista, era inconciliabile con il programma unitario bandito da Mazzini e dagli uomini dal Gomitato Nazionale Italiano. E atti programma unitario ti fondava il principio dclPew-rcizio di una dittatura durante il periodo rivolnxiouerio.
L'-.uiitft di direzione deve essere una, scriveva il Maestro nella nota a Saliceti: e qualunque debba essere la forma del potere msorrexionalc. questo potere deve essere uno; rapprecotante dovunque forza, imperante a tutto il paese e a tutte Ir sue risorse. Senza unità di disegno e d'esecuzione rinsurrczione e la guerra sarebbero perdute. noto conte Mazzini sia stato accusalo di tendenze dittatoritrit da molti dei uol seguaci, fra cui Giuseppe Sirtori. Il futuro Capo di S. M. di Garibaldi il 21 agosto 1851 rav>exnO sdegnato le dimissioni da membro del Comitato Nazionale Italiano comuni-e indole a Depreda con una lunga lettera scritta a matita. H
e II dolere, io tdtgno, il senso profondatimi offeso dei dovere uri obbligano a domati' darete il Comitato fu consultalo sulla forma del manifesto che a nome del Comitato Europeo Massini indir ina agli Italiani. E qui egli insorge con acri e violente parole contro il concetto di dittatura ceprcaao dal Mazzini! a II Comitato Italiano, egli aggiunge, nord lo tiramento e lo scherno della fantasìa di un uomo f.Q'U Comitato protali o accetti le mi* dimissioni e più sotto: e Ma voi che ti credete grandi esiete pìccoli, che ri credete forti e siete deboli, che ri credete profeti delVarrenirt e copiate ti passato, eoi invocai* la ditta­tura delia, guerra che chiederà all'Italia r ultimo obolo e rollano sfitta di auneue.
E cosi conclude: e Net momnte di separarmi da un uomo che amai e stimai quasi personifuaxiono d'un ideala, non so conto dirgli un'ultimo parola d'amare, Non so che ripetere la sua parola: deplora il vostro errore e deploro il fascino che conduce uomini di mente e di cuore tatto ta bandiera folta e fumata .
Il Comitato Nazionale Italiano rispondeva subito con tetterà da Londra del 26 agosto ISSI firma Mazzini, Saffi e Montccdii (ai trova pure trascritta di pugno di Depreda hi un foglietto di auto velina), nella quale accettava le dimissioni del Sirtori. et /( Comitato Natlonale ì dolente dal dissento intorto tra la maggìorant e il cittadino Sirtori, me, riconoscendo l'incompatibilità dei due fittemi polititi rappresentati dalli' due parti, accetto le diinisriani officiteli. *)
emte poletnicbe, ved. A. M. GHUAUMorrt, Giuseppe Montanelli e In Cintiturnte, Firenze. 1947 pp. 201*220.