Rassegna storica del Risorgimento

DEPRETIS AGOSTINO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <629>
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Quanto A! Denrrtis * da ricordar* che U medesima ti mantenne fedele al Mmi*!io, partecipo comò vilmmo, atto cospirazioni mazziniane i Piemonte per forr insci (Ma le confinanti provincia del Regno Lombardo-Vegeto. Secondo alcuni MIO! (>!*> arati, Luisi Brangì od U Bregnntr, e Menade1 anche un amico di Benedetto Cetrfll, Federico Napoli, tanto il Depretia che il Caboti avrebbero voluto Mutare il progetto di rapir l'Imperatore Franceaco Giuseppe, lo Memo progetto già esposto da Angelo Searsellini ncll'adunanta del 13 dicembre ISSI al Comitato di Mantova, del quale era l'anima E. I'HCSIOIÌ e che conto pure la vita allo S cartellini. Il Napoli in un eoo articolo al Don Chiariane del 9 agosto 1889 aiTerma clic Depretia Mrebbe stato a capo di una congiura per rapire rimperatore nel 1853 o "5i> in occasione della rivista militare nella brughiera di Sommacampagna.
In tatto il carteggio DepretSa dell'Archivio di Stato di Roma non vi e traccia alcuna di questa cospirazione.
Esistono invece numcroai documenti sulla partecipazione del depotato di Broni ai preparativi del moto milanese del 6 febbraio 1853 e atta riunione di cospiratori in armi, avvenuta a StradeUa nei primi di quell'anno, con l'intento di passare il confine lombardo in soccorso al rivolto*! di Milano.
Atta fine del 1852 e nei primi del 18S3 l'orione di Mazzini era rivolta a sollevare la Lombardia per diffondere quindi la rivoluzione nelle altre parti d'Italia. Kd Mila­nese esisteva una forte corrente repubblicana, che teneva rapporti con gli esuli di oltre il Ticino,
Per rorganizzarione della rivolta occorrevano molti fondi e Ma trini li richiede a ricchi possidenti quali Ala Ponxoni e Amaholdi. >) Dì quest'ultimo era amministra­tore Agostino Depretia, in stretti rapporti con il Comitato marriniano di Pavia, del quale faceva parte Benedetto Cairoti.
Mazzini ti rivolse appunto a Depreti e ottenne dall'AmoboIdi un forte sussidio occorrente per il trionfo della rivoluzione.
Piolti de* Bianchi, fiduciario dì Mazzini nella capitale lombarda. aelTcaiate del 1832 al recava a StradeUa e aveva abboccamenti con membri influenti dell'emigrazione' e con rappresentanti del partito democratico subalpino, quali il Depretia ed il Lions. Sembro al Piolti che questi due deputati fonerò ignari di ogni cosa, ma il fatto . scrive il Maraldi, che A. Depretia era al corrente della situazione, tanto piò che egli da Londra era stato avvisato che il futuro capo del moto milanese, Eugenio Brizi, era in viaggio per S Piemonte, donde sarebbe poi pa*atiin Lombardia.
Atta vigilia del moto di Milano, e nei primi del febbraio 18S3. una vera e propria riunione di armati era avvenuta a StradeUa, e forse ai aspettava un cenno di Mazzini, o ferito fortunato dei moti di Milano, per passare la frontiera.
A questa impresa partecipa il Depretia e ne fu anzi uno dei capi pih influenti. Ciò rifluitò in modo chiaro nel procedimento subito dal depotato di Broni dinanzi atta raagitratura dì Casale.
Sedata nel sangue la rivolta dei 6 febbraio, la polizia austriaca segnalava a quella piemontese la presenza di armati repubblicani a StradeUa, ed il governo di Vittorio Emanuele II fu costretto ad intervenire. L'Intendente Generale di Alessandria procedeva ad arreati ed a perqulafrioni, fra le quali una nel domicilio del deputato Depretia a Stradetta. Ciò avveniva fa sera del 9 febbraio e l'esito fu la confisca di alcuni fuetti e vario sciabole.
M Cfr, MAXAIDI, ep. cìi., p. ;132,
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