Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI DE FILIPPI GIUSEPPINA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <636>
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Enrico i.ìlmrdi.
Entrami fa furilo t*ru > ìn rroerhio rutta ritta Cotnoxii(narra, adunqu?, la Casello) IriH'ummu (lìiutppr iàiifibaUii.
la l'ho I;II.;..IJ .;;;<;. sforanti, quale sai apparvi! atlora, ritta ottani* ut pianoforte, nrifamjuo sala, con Camosst do un loto 0 fflxìo dalValtro, calmo, sereno, modreto l
Cluni? ri presentò; egli strinse lo mono a cwMiMi poi, volgendo to agua/do tal gruppo riunito, diesa con furila eoe* penetrante, indimenticabile! - * Con alcuni et tono-riamo * con gli bri ri conosceremo, non è rero f Editti* a fttri futuroima'inlena' stono riw ri /ice gonfiare U cuora d'tmosione indicibile.
1 pia vaccai gli si strìnsero attorno discutendo gli avvenimenti the ti prepararono. ad egli itera rombauendo le esitante dei pia diffidenti, quando entrò Mertantlni, l'autore di tante pomo patriottica. Garibaldi strinse la mano a lui ed alia aignara, scambio con taro poche parole, poi disse;
Voi ai dovreste scrivere un Inno per i miei volontari: lo canteremo andando alla carica e lo ricanteremo tornando vincitori.
Mi proverò. Cenerate, ~ risposi il poeta.
E la signora Mercamini comporrà la musica aggiunte sorridendo Camotzi che conosceva il valore artistico detta celebre pianista.
Avuto l'onorevole incarico e da credere ebe il Mercanti! non ri dormiate sopra 1 perche l'invito dell'Eroe doveva lusingarlo, si perche in quel dicembre, c'era già m-11'aria odore di polvere ed un nuovo Inno di guerra pareva non consentire indugi all'impazienza dei bravi italiani. Ma forse il nostro poeta, non d dormi opra perche egli voleva, indubbiamente, dettare qualcosa ài meglio di quel imo:
Tre colori, tre colori Vitalian cantando va
che pur, uelTorinni lontano 1848, fra i crociati veneti e romagnoli Ter acquietato una non disprezzabile popolarità. Tale pensiero doveva renderlo (po*rinmo crederlo) som­mamente irrequieto ed insonne nell'ora, chiamiamola co*l, dell gestazione della idea che gorga fluida quando il pensiero e giunto alla desiderata Urica chiarezza.
Questo allora capitò al Mercantini clic, qualche giorno dopo quella memorabile scruta, non trovandosi pia in Genova il generale Garibaldi, porto l'abbozzo dell'Inno da hai scritto in casa del dott. Agostino Berta ni (il futuro alter ego di Garibaldi per rorgnnixxarione dei Cacciatori delle Alpi e dei .Mille) e godo lasdò lì fresco fresco sulla scrittoio con questo- significativo proscritto:
Ti piata cori, ecctMcnasaimo correttore ? A me pare eh* badai la due ultime strofe le ha fitta arrabbiando e passeggiando or era tra i confini della tua cosa, di fuori, s'in-tende, per non ridare l'indipendenza e la nazionalità dal tuo salotto, e son corso per dirtele e invece le ho scritte, violando sino rindipendensa del tuo scrittoio, unica nto-sione permessa forse ai poeti, 3)
Cori nascevano di getto i verri dell'Inno fatidico dalla fluida vena del poeta mar­chigiano, e cori il tosto veniva affidato per, lo revisione 0 l'approvazione al sa­piente bisturi del dottore milanese, che. in tal modo, lega il suo nome all'Inno della riscossa italiana.
, ' *l La precisazione della data della storica riunione in casa CnmOxri è stata lumi­nosamente confermata da VmoRt RAVÀ in L'Inno di Garibaldii ricordi storici Milano, Stab. Tip. Manini. Wiget di R. Romanelli 0 C, 1909. 2 V, RAVÀ.O/*- ri*., p. 12.