Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI DE FILIPPI GIUSEPPINA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <639>
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tH Gùuvppina Mret*ntinì Do Filippi, 639
a* di Costaaaa Gigi tali Caselle risalente, peraltro, ad oltr veul'anoi dopo l'aVvmi-(tirio, La lettera della D Filippi (Iwltu partirolaretaista com'è) siamo persuasi non fo*** Ignota Uà CUoti, ami crediamo ch'ella l'avesse otto gli occhi allorr-hè tanti Mai dopo lo ateneo avvenimento tm fermava II ricordo (a Dea pagina divenuta subii meritatamente fainoaa. Non ai spiegherebbe, 'altrimenti, raaaitaaaa di certi particolari di persone e di parola Che (par quanto importatiti) U trascorrere di ce*) lungo buso di tempo deve aver contribuito a readere meno vive nella memoria. È certe comunque che non prima del 4 gennaio 1839 fu -orino a Torino al maestre Olivieri par invitarlo a recatiti a, Genova pr pigliar accordi circa la muaica
modo questa inia;.t*:*ara consegnala dal buon Giovanni ebe viene cesia par riabbrac-ciare la sua famiglia, e meglio a voce Ini ateMo ti spiegherà la ragione della mia gelati* ficaia impazienza. Quindi voglio aperare che vorrai rispondermi a volta di corriere, dandomi lo pio ampie notizie lue e della tua Famiglia. Tomo a ripeterti ebe. il tuo dipinto, venne nevai gradito da me e da mio marito, tanto ebe dopo tolte dall'involto, egli stesso l'appunto come lieto presagio interno al noto tuo ritratto di Giuseppe Garibaldi; e profitto dell'occasione per portarti a conoscenza di un fatto ebe. aon sicura, ti farà mollo piacere.
La sera del 19 dicembre scorso, in questa stessa sala, ove spesso e volentieri ve­niamo a passare qualche oretta, entro Giuseppe Garibaldi il quale, ritto accanto al pianoforte, con 3 valoroso Camozzi da un lato (il noto sollevatore della Valtellina !) e Nino Bìxio dall'altro non senza prima stringere la mane a nei ratti, disse a mio marito: Voi mi dovreste scrivere un inno per i miei volontari, soggiungendo: Noi le canteremo andando albi carica e lo ricanteremo tornando vincitori 1
Mi provero, generale rispose mio marito.
A queste punto Cameni voleva ebe in ne componessi u musica. La aera del 29 assai più assidui, numerosi ed impazienti erano gli amici riuniti aspettando mio marito ebe doveva portare l'inno. Finalmente ginnae e subilo gli furono lutti attorno. Si fece circolo, si ottenne il necessario silenzio e la voce forte, intonata dell ateso autore declamò:
SI SCOPRO* LE TOMBE SI LEVANO X MORTI.-
Non puoi immaginare, mia cara Giulia, che solva di applausi accolse questi versi, detti con una tale emozione ebe faceva tremare la voce allo stesso Poeta ed il cuore a aoi tulli.
Fu un vero successo !
Allora, aderendo alla gentile insistenza del bravo Camozzi. feci udire alcuni accordi sul pianoforte. Tutti allora si affollarono intorno a me'gridando: Brava la signora Giuseppina, evviva, evviva t
Ma lo spiegai loro ebe un inno marziale non era opera dì donna e ebe la musica. era stata composta dal Slg. Alessio Olivieri, capobanda della Brigata Savola.
Ciò, mia Giuba, è quanto ho potute dirti per oggi, sperando ebe questo nuovo inno poasa echeggiare eternamente in ogni porte del mondo al santo grido di: Viva Giuseppe Garibaldi.
In attesa 41 rae buone notizie, con molti e gentili soluti, anche do porle di mio
morite, credimi
tua per la vita
Alla distrata Giuseppina Mcrcaotini.
e valorosa pittrice
Giulia Al mie H
Via de* Martelli. a - Finr.xze