Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI DE FILIPPI GIUSEPPINA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <641>
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IH Giuseppina Mtrrfantitii Do FiUpin, -.-*;, rr1

Fu propria queH'affettuon anuuirarione r cordialità ognora mostrata dull'Rrae par lamiere del no Inno, che, jualcbr- anno dopo, tndusse il poeta ad un passo gè ** tt di coi movente, M * eMumvinif conosciuto, non del tutto noti sono, inwr tn. i particolari che randono vieppiù appressarle significativo il gesto fratta non d'impolùva generosità, ma Offerita d> usii di profonda italianità a di schietta poesia.
Era Pegosto dal 1862 e già si profilava, ìcnra dolorosissima, all'orizzonte poli* tiro italiano non ancora ahi ! tua a. concepire il orrenda tragodia* l'ombra initra della guerra civile fra l'esercito regio e l'esercito volontario garibaldino risalente dalla Sicilia al ratinante al frido appaaaionata di: a Roma o morte !.
Appena ai ebbe notizia celta dell'avvenuto sbarco di Garibaldi sella piaggia di Allieto {25 agosto) >lercantiui penso d'inviare a meno lampa la seguente lettera perta al Groerule. forwc in considcrarione dell'urgenza della mede Maia e dcITenorme difficolta del diretto e personale recapito del suo messaggio:
Illustre Generate Garibaldi,
ri ricorda!* del giorno che, panando da Genova, prima che incominciasse/ le glo­ria** battaglie, ari dimandaste rione eòe preso poi il nome vostro t Or bene: con V animo (mnout e straziato per la sciagure di cut oggi reggo minacciata (a Patrio* io vi chieggo era ano grazia: se per estrema sventura arreni* te che i fratelli combattessero contro i fra' latti (rabbrividisco a pensarle), io ri prego eoa voi ordiniate che nessuno osi d"ìnluonare MA inno consacrato dal eangue di tanti noi morti pugnando contro lo straniero con quella consone sol {olerò.
JS ari confido che eoi me la facciate questa graziai il mia tana dice!
a I martìri nastri fon tutti risorti
ed io. ia onesto momento terribile, li teggo rinchiuderai tatti nelle loro tombe e piangere;* menu* i farisei e gli austriari ridona, aspettando aiutati l'ara del fratricidio.
Iddio ci aiuti e sale/ la nostro patria, H
Bologna, 24 agosto 1862, Luigi Mercantini,
L'autografo di onesta preghiera del poeta (conservato fra i manoscritti Palloni della l'ibi. Con. dell'ArrlùginnaMo di Bologna) è ivi accompagnato da una nota dichiarativa del 26 marzo 1874 a firma del donatore Michelangelo Gualandi che' la dice lettera respinta al mittente dal mal consigliato Centrala senza un rigo di accotn* pAgno o di giustificazione: silenzio che vorrebbe essere aperta deplorezione. Il Mercan-titù (continui quella postilla) dolentissimo non osò faro almeno rubilo vendetta col pubblicarla, ma perche rimanesse memoria dei suo giusto e patriottico desiderio non coffe distruggere la lettera che più tardi dono a un giornalista bolognese da cui, a sua volta l'ebbe in regalo lo stessa Gualandi. 11 Pierini ai lusingo di pubblicare egli primo, nel 1921 e nel 1935. questa preziosa lettera ritenendola fin allora inedita (e non cori che capitano, purtroppo, anche ai più avvedati studiosi J)' anche se non fosse pro­prio a tatti, ignoto U contenuto, mostrandosi, d'altra porte, essai scettico che. la let­ica in questione, potesse davvero essere giunta a Garibaldi nelle critiche giornale della fannia campagna d'Aspromonte, tasto pio che. quella sgarbato rinvìo della medesima, avrebbe dovuto raffreddare alquanto gU ottimi rapporti fin allora intercorsi tra U