Rassegna storica del Risorgimento

MERCANTINI DE FILIPPI GIUSEPPINA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <643>
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Di Giuseppina Utrrcantini Dò Filippi, twà 643
*ribaldù fa cui gli diceva *. Se per tdnaw *Ymur* eW*nl** che I fratelli rombat* tassate centro ifratelli, io VI prego che voi ordiniate che u. ".uno Q*Ì d'ini uonare un urna von**rrato del ssngoe di tanti eroi morti combattendo contro lo tremerò eoa quella centone ul labbro, notai con soddisfosione grandissima dell'animo mie eh* i giornali la interpretarono nel ere lanaeco evi io Parere terbio; un sentimento di urtar* per le lòtta fratricida the già ti trarrà incominciar. .Ili era tormento il pensiero, dir, tanti el punto di ceaeletterr. i volontari intuonassero quell'inno contro altri italiani far pota prima compagni sotto le Urna bandura cantra l'Austriaco e il Borbone, Ma il mia ptn-nera fu da alami altri pai barn ditersamente interpretato, e p'seee persino ehi giunte e chiamar* quella Intera una protestar un pentimento di over scritto l'inno, una ritraila-aie.
Ora eoi, accennando a un giorno supremo del furore Italico, chiedete: Ceto mei av-venpt quoto giorno il Bordo che pezzo le corde piò sonore dell'arpa potrà intuonare terribile Finn dì gnomo. aero eh rei ditm di parlar eoi per imagimi: ma io, addo­lorata dotte ingiusta interpretazioni, ho creduto che quella dimanda tei l'abbiale fatta per me: e e* fosse casi mi dorrebbe: ini dorrebbe che vai, profondo conoscitore dei cuore umano, mi ateste a creder di cosiffatta villi, lo vi ho detto il sentimento che mi suggerì queUo lettera, epera che mi crederete, chi. M non altro, posso vantarmi di estere onesto e sincero. Ed io protetto altamente contro quello interpretazioni, lo anali, alla fin fine, cadono da ti, pur leggendo la lettera. Io mi glorirrò tempre di avere scritto queWinno: che, grazie a Die* sento che U cervello e il cuore sono ancora al loro poeto. E queste mie parole devono 00-stare a eoi e agli altri; e voi farete giustizia alla rettitudine delle mie intensioni.
Mio solo desiderio* mia unica preghiera oggi e che ci uniamo tutti una volta, ma davvero, ma sinceramente, per la tallite e la grandezza della nostro- Patria.
Credetemi con lutto il rispetto l'ammirazione. H
Bologne, 2 ett. 1662. Vostro De.vmò
L. Mercantila. .4 IT Illustre Uomo
Sig. F. D. Guerrazzi
tricorno
Ma questa non fu remica lettera che il Mercantini mandarne al livornese per lo stesso oggetto; e poiché il prezioso minutario ce ne fornisce il testo di un'altro, conviene farne qui la traacrizione perche ogni luce aia fatta o un episodio coni poco noto, ma non per queeto meno degno dTcmcre conosciuto.
Leggendo la mia lettera di 'ieri'1 (2-10-18623 voi arrete detto che io tono un matto: vedendo arrivare quest'altra capirne quel ch'io voglio dire, do) che io Vito riletto a menu pUt tranquilla e ho compreso che quel periodo non e che una similitudine per meglio chìn rire il guerriero che spessa la spada dei tuoi prodi, tome farebbe il bardo delle tue corde. Sfa che volete? Con l'animo preoccupato, come tuoi dirsi, lette appena quelle parole, scrissi la lettera* la suggellai e la impostai, e non erano pattate due ore the io era già fìnfwito* A ogni modo mi tono tentilo tome sollevare, scrìvendo a voi, perchè erano più giorni the quella indegna interpretazione mi pesava sull'animo: quando letti'nel Movi­mento un articolò che parlando dà mio inno diceva l'autor* laudabiter relugit et opua rrprobahit me ne tdrgnai ed anche accorai*
È una cattiveria prender fra le mani un affetto puro e nobile e farlo diventare una bruttura. E però eoi scusatemi, tesola per un istante, io ho potuto dubitare the voi voleste