Rassegna storica del Risorgimento
MERCANTINI DE FILIPPI GIUSEPPINA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1952
>
pagina
<
646
>
646
firów tiiburdt
Mbtàm* dovuto molto soffrir* ni primi giorni dopo unitati (scrive tuìgì 4 parenti d Fosaombrone) cai doluta profondo di reterei tonte allontanati dm tutti * instartifra gente nwM.' Ma ofsagwe din Ut vero* che molto ci hanno conforuto Ut motogllena* gm> (ili. offrttuote cfcc. Ionia io guanti' Giuseppina abbiamo ricevuto * rUvtitunit tempre maggiori da tuoi, lo n* godo printipalmanto per Giuseppina di era propri* profondamaM* oddtHorata, ma HA JM* di buona cera e un gran conforto, debbo dirti tho tutta Palermo parla an attutimmo di Iti; e par la sua pondo martirio natta mima bufano aurati' filitue tutti, rpotialmenta natia, te.orta domenica, tuonando a una grondo accademia tona* tasi qui par contribuirà al Monumento eh* in Armo ti dar Innalzare a Guido Manata inrtnlare drUa getta nato musicali, E sparo tho atra mallo lesioni, quantunque io desideri (M non n affatichi troppo} ma qualcuna bisognerà tho no prenda e tarò un gran bona perche il dispendio por vanir qui è alato grondo, e, te non fono tho il patto i assicurato, quoti mi dovrai pentire di avorio fattoi il fimo i tho Ut nomina di prof'attore unìttraitorio assaltilo rondo UHM incerto l'avvenire di miai figli: coti Dio mi faccia vivere tonto da vederli grandi e ben* art-io. ')
a Oh ! ton pur* gran tota l figli* esclama il fratello Francesco, dVgoo biografo del poeta. Ma questo tao santo desiderio non doveva essere appieno esaudito che, dopo pochi anni di vita estremamente- operosa e battagliera non scevra di superati pericoli, con l'animo sempre rivolto alla terraferma coi aspirava far ritorno, indebolito dalle core assidue e snervasti prestate ai figlioletti colpiti da pericolosa, epidemia, nell'isola del sole morra il 17 novembre 1872 alla 9 antimeridiane dopo soltanto sei giorni di fiera malattia avendo appena raggiunti i cinaunni'anni di età.
Tutta Palermo fu attorno a quel feretro beneamato nell'ora del dolore e gli emiri del poeta e di Garibaldi ebbero la gloria di sorreggere, b desolata famiglia coi veniva a mancare, anzitempo, il maggiore sostegno. Cinseppina De Filippi chiuse in. ah l'angoscia e con animo virile seppe da sola sostencrOil peso grave e dolce della famiglia da lei cresciuta colta e devota all'affetto della Patria e della memoria paterna, rosa viva e sacra dalla gelosa conservazione di quanto era stato a Ini coro di carte, di mobili, di quadri, dì scritti e di tosti altri preziosi ricordi. * t Del reato cifr non potava meravigliare.
Chi, nello tremende giornate palermitane del settembre del 1866 (mentre una masnada d'assassini padroneggiava la città abbandonandosi a stragi e saccheggi con incredibile ferocia) a fianco dei suoi piccoli ai era diportata eroicamente , secondo quanto ebbe a scrivere allora il marito, non meraviglia ebe ora, con tenacia e serenità veramente lombarde, da sola riuscisse a tanto, sorretta com'era (convien riconoscerlo a lor merito) dalla non sterile amicizia dei patriotti palermitani e dello stesso Garibaldi che (non molto dopo la morte del marito) ebbe a scriverle;
Caprera, 5 agosto 1874. Cara e gentilissima Signora Mefcantini.
ColToecosione dal Dott. Albana** lo vi inaio un saluto del cuora ad una parteeipa-zjene al lutto che il vostro nobile cuor* porta ancora per la gran perdita drJVìllustre Cantora dallo glori* Italiano.
>* fedita Vatxro
C. Garibaldi.
I) Fi MwCATrrrm, Biografia di L. Mercantini, Fossombrooe, Monacelli. 18811 p. 101-102.