Rassegna storica del Risorgimento

1851 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <649>
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4* esprimer' dalla rivoluskuve, per rurare U fslUnic.uto della grande rÌV<iliifcìon ì/ùfcij. Usi eoi 17*9. e potè illuder*, che Vux contribuisse enucleai* questo mitico PM 4*1 nassa inerte dell* Vecchie Europa. CU poi insistesse e citarmi il rtrrnmiUprUIWnn di M Aulai rh.- clì tmtt perfino sacrificare ramici iu della Sand, dimostrerebbe di eonsldr-f<*ra In storia una scacchiera obbligata. H
i.usv,-8 <! iliV-'-r;.< impf..--,.!r U primo iDanifom del 1850 e qnrlli derisiti delleSl, puntano MI uiiWi-rmc realta: la costituitone della Santa alleanza dai popoli, trenta* cinque anni dopo quella dei re. SI capisce die u distanza di un secolo tutto onalo wa appetire molto vago, fumato, focato, ma non potiamo giudicare gli antichi eoa la nostra test* * eoi anatro tempo. Sa io mi con permesso e peritata di coUcgarc il tempo dei manifesti al nastro, h perchè da tutta te parti ai paria oggi a .*.! brontola di unioni europee e ini ìli. dopo la lunga parentesi monarebica o. maglio, della diplomazia dei segreti, degli equilibri, delle dicono influenze plutocratiche. Per la prima volta si amicura che i popoli sono decisi ad unirai in leghe: ci perfino una specie di parla­mento di rappresentanti europei, proprio come desiderava Mozzini.
Eppure il a ISSI non è stato degnato di uno guardo dalle no*tre promettenti repubbliche. Vi man un programma? Manca alla stessa tregua nelraanifetto di Marx nello alile consueto di ogni manifesto. Il programma tuttavia c'è e apcro di dimostrarlo: del reato non è diffìcile attribuir un programma a Mazzini con tanto di articoli e para­grafi, t) C'è forse un paradigma dcITeducùrione mazziniana? Eppure nessun pedagogi­sta eri oserebbe prescindere da Mazzini. C'è un programma sulla cooperazione? No. Ma tutta la coopcrazione, in prima linea la cristiana, può avere ftr maestra Mazzini. E cosi via, fino all'unione europea.
Proprio per aver accolto e riclaborato tutte le idee atte a costruire una Nazione, Mazzini è tato oggi dismesso dtigli artefici ancora operanti. Vi è troppo particolari* san, troppe partitocrazia, troppa a diffidenza* (come leggeremo più avanti nel mani feaio del 30 settembre 1851) per classi intere: troppe > co*e- con- cui mal ì concilia lo spirito mazziniano cosi aperto, cosi libero, cosi pronto a modellare di sé- nomini ed eventi, ma anche a modellarsi su èssi. Se ne conclude che il posto di Mazzini nel Risor­gimento e nel presente in quanto eredita dal Risorgimento e ancora da stabilire.
E valga il vero. Un recentiwmo e non sospetto critico,Lamberto Borghi.3)afferma che nonostante rattezza dei prìncipi, Magrini appartiene alla tradizione autoritaria del pensiero italiano e che i contrasti fra liberta e autorità, socialità e iniziativa nazionale, liberta di coscienza ed educazione nazionale furono Insanabili nella dottrina mazzi* ninna. Conclude che il sistema educativo di Mazzini offriva la celta tra il retrocedere verso la pratica disciplinare della Chiesa cattolica o il procedere verso lo Stato totali* tari . Interpretazione daltonica !
La grande colpa non ancora perdonata a Manritti starebbe nella ver pensato ad una democrazia veramente libera* ad una liberti veramente umana, ad una tana veramente nazione, cioè unita affratellata e sdegnosa di ogni definizione su misurai I nostri democratici trovano inconciliabili autorità e liberta: ed ogni volta che la conciliazione; sembra pussibilc... rabbrividiscono. Ira i tanti scritti mazziniani in proposito, citiamo:
' Rimando al mio tentativo in MaaM maestro ..affano, ed. DalTOglio. Milano. 19S0, (tt articolare programmi mazziniani. La grandezza di M. sta proprio nel eonsen* tìre la precisione di programmi, di epoca hi epoca, ispirati dalle idee da lui poste scoperte.
-' Educazioni- antorfra ntlFltalia nudarne. Firenze, La nuova Italia. 195:1.