Rassegna storica del Risorgimento
1851 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1952
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pagina
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650
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650
Armando Lodotini
Nat non tiacontinuatorirfl Voltaireedel secolo 3CVIILBasidistrussero*Mgaroo* perchì essi ilLitrujMrfu noi ogrclùjiuiO di fondare: perche urgarooo no) affermiamo..
Noi non siamo anarchici sovvertitoci d'ogni autorità. Crediamo ieU'auu>rila, adiamo ad osse. Ma abbiamo diritto di chiedere dova SOM aio. Noi vogliamo un'anto. riti., non tm fantasma d'autorità; una religione, non un'idolatria; l'eroe, non il Urano. 11 nostro ò ou problema di educazione: il dispotismo .'anarchia gli sono ugualmente nemici a. H
E liticato il punto con troie della predicazione m azziniami. Tasto ebe, per nata nel periodo considerato, il proclama del 20 di ottobre che segue l'Ai popoli dei luglio 1850. è dedicato a apiegare U duplice indirizzo individuo e niaon'irnonr. lihmà e autorità.
t'aver vedalo possibile per Italiani coi non ai poteva negare la qualifica di max Tini ani, di riconoscere macatro Mazzini anche fuori di certe cime obbligate, epinge moki modernissimi interpreti a dichiarare Mazzoli un... fuorilegge.
Rimettere Mastini posto nel Risorgimento sarebbe l'impresa più bella pel pen-aiero repubblicano: ma bisognerebbe prima dichiarare qunl'è il pensiero repubblicano
Secondo me il pensiero repubblicano odiamo e diciamo pure apertamente della repubblica italiana dovrebbe eaaere nei manifesti ISSO e 1851. Di qui la loro importanza.
Non che Giuseppe Mazzini, affrontando pia praticamente il problema di una organizzazione internazionale, pensasse di fondare un mondo uscito escluaivamente dalla aua testa; egli è aempre il primo a riconoKcre che le ue idee erano gii. più o meno in circola-zione. La aua grandezza, anche filosofica , ata nell'aver dato una vita concreta alle idee a tutte le idee, nella famosa unita {it politica.religiosa, culturale, economica.
Ma come, prima di Martini, l'unita d'Italia era un concetto, aia pure risalente almeno al Cinquecento, quando la perdita dell'indipendenza servi dimostrare i danni del particolarismo quattrocentesco, e con Mazzini divento un ideale operativo eoa! rouione europea trova nei manifesti del 1851 (o in quello del 1850) il modo e il senso delia realtà.
Presi e Ietti a sé, i manifesti possono sembrare ombre evanescenti; ma inquadrati in una vita europea di secoli e supponendo per lo meno l'influenza del manifesto marxista, quei manifesti sono ricchi di una forza propulsiva e creatrice degna di dar norme al secolo degli Italiani e se i repubblicani italiani in specie non se ne sono accorti, segno e che la midolla di leone che avrebbe dovuto essere il loro cibo storico, è stata rifiutata da cervelli troppo logici, da eruditi troppo aristocratici e da un popolo troppo impreparato. La ragione storica che Ugo Foscolo fece germogliare dalla illusione delle tombe fu pienamente intesa da Giuseppe Mazzini. Non sarebbe ora che tornassimo ad casa liberandoci dal positivismo imperante?
La realtà e che dal Set-Settecento l'Italia viveva di una potente vita intemazionale, perche proprio il nostro paese era etato il banco di prova dell'equilibrio raggiunto dotte potenze europee: e almeno una potenza, la Sabauda, "ne aveva approfittato assicurandosi il confine delle Alpi (il compito della dinastia sari continuato nei secoli segnanti col possesso di tatto il cerchio alpino) e il titolo regio.
Dal 1748. poi, fu chiaro che nessuna sistemazione europea sarebbe stata possibile scusa l'Italia; ne. sempre, ai danni dell'Italia. SI pensi che cosa sarebbe accaduto se
*' Riportato da F. QUINTA VAIXK, La politica iaurnasionale ni pernierà e ori* razione di Ciustppt Mazzini, Milano, La Prora. 1938