Rassegna storica del Risorgimento
1851 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1952
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pagina
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652
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Armindo ÌAnUAinì
riett'cquiUbriw europea t'i l'aiutO russo ullu rivoltMlouf grema. In triplico rrr.'ii fratta russe con il c<in*ec~uenle mutamento deUVquUi brio mediterraneo, Ìwwfttlrorw> i <*>tittiai>naliatl italiani, nnin C*arr Balbo ìir-ttr Sperono* d'Italia intuì la po-sihibtà di uà forte regno dell'Alia Itali perchè l'Europa per ragioni d'equilibrio, avrebbe ingrandito volentieri la Sardegna. L'Anatri* se ne sarebbe andata a passeggi* sulJr paglie dell'Impero Ottomano. Qualcuno, come C. B. Marocehettì, avrebbe voluto fare rifatta compensando uaa Francia protettrice con Nizza, Savoia e Sardegna.
Delraiio dal ISSO al 1860 tutto il Risorgimento italiano è influenzato da un nuovo principio intemazionale: l'intervento e il non intervento a non penderemo parole a dimostrarla. Lo Stato detta Chiesa e, tra il grovìglio dette questioni italo-europee. mentre anc.be tato e pervaso da fremiti dì novità perfino nel campo economico col oeialimo evangelico eredità dì Liane Pascoli. *) il problema più grosso.
L'Italia fa capo a dnc opposti campioni che sono fuori di essa: Mettcrnich e Palmerston O i loro continuatori. Il gabinetto inglese voleva fare di Londra il eentro diplomatico europeo: 3J di qui l'apparente amicizia per la cauta italiana, sostenuta specialmente da personaggi non ufficiali: Riccardo Cobden,J) L>rd Hutto. Ma quando la gelosìa per la Francia e il timore del genio rivoluzionario francese prevarranno. l'Inghilterra vedrà nell'Austria raatagonLta detta Francia e preferirà far tornare 51 mondo astrattati del 1815.
Tutta l'opinione pubblica era scossa da proposte e discussioni che sembrano oggi fiorite solo atta vigilia degli eventi derisivi ed erano invece nell'aria. Il compenso di Nizza e Savoia in cambio di un aiuto francese a Cario Alberto o per costituire una repubblica lombarda sostituendosi alTinfiuensa austriaca ai può anche leggere in un libro stampato a Bruxelles nel 1852*) da Lamartine e Bastide (miniatro degli Esteri, non poeta) contrari ad ogni modo ad un forte regno dell'Alta Italia senza compenso francese. L'Itali farà da tèa di Cario Alberto (anche se soalenato netta conferenzaj diplomatica riunita a Gaeta nel 1849 di fronte atta diplomazia pontificia,che chiedeva l'intervento) era stato più che altro un bel principio 5) che tutt "intorno al cerchio delle Vini lo tramerò rivolgeva lo sguardo alle cose d'Italia e perfino Lord Minto il
*) Vedi u questo economista rinnovatore ed altri, VlCTOlUO FiuNcistNi. CU indirizzi U rto.hu dd Settecento economico romano, Milano. Giuffré. 1950.
s> Giova avvertire (v. A. OMODEO. L'ttà VI Rùorgimmto, Napoli. ESI. 1946) che l'Inghilterra aveva assunto un blando patronato del liberalismo europeo. I può dire dall'avvento detta diciottenne Regina Vittoria nel 183", la quale, per di più, aveva riconciliato la Nazione con In dinastia dissoluta e scandalistica, aumentando il prestìgio di tutto le monarchie europee. Si aggiunga che l'idea socialista contribuiva ad innalzare il tenore morale dette plebi rendendo per lo meno comprensibile la parola libertà e liberalismo; mentre il liberalismo di Cobden e di Peri sembrava dimostrare che libertà e prosperità andavano d'accordo. L'esempio inglese fu forse uno degli ostacoli maggiori atta propaganda repubblicana di Mazzini e certo uno degli sproni atta politica interna di Cavour.
J G. NATAW. Cobdtn in Italia, in Boll. Storio Patria della Romagna, Imola, 1930.
*' Lo RspuottfSM Fronzuto et rifatto.
*) L'applicazione più betta di quest'insegna fu il rifiato di Cado Alberto ad accettare la mediazione inglese chiesta dall'Austria, purché avesse rinunciato n giungere all'Adriatico. Quando poi Francia e Inghilterra proposero una Lombardia libero e nn regno veneto sotto un Asburgo, era troppo tardi. Comunque le dot potenze impedì-rooo dopo Novara una Riarda su Torino.