Rassegna storica del Risorgimento

1851 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1952>   pagina <663>
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ItC lettor* BU ORRÌungontì gran die quanto già conoscevamo.
Abbiamo già visto diritcnatura foMe il Comitato latino di Parigi. È naturale che Mazzini mettesa* in guardia il Depreti e senza parere, ne sollecitasse l'appoggio, da che il Depreti era tra 1 più autorevoli redatto del Progresso oltre ad essere, dal ci ugno, membro del Comitato insieme col Sineo, il Lfens, il Simonetto, il lfoja. La aie in guardia era tanto più necessaria, in quanto il Depreti era già l'uomo che pen­colava facilmente, portato com'era ai compromessi. Del reato lo tesso Mazzini,come abbiamo ricordato, mando Aurelio Saliceti a Parigi per tentare un accomodamento.
La crìtica delle costituenti parziali è identica a quella che ri leggera nela m*ni-feto al rappresentanti del popolo nell'Assemblea costituente romana del 29 novembre 1851.
Notiamo, poi.il rifletto della vastità dell'orianizzarion e mazziniana che giustifica la fiducia nell'insurrezione,
È da notare anche la vigoria con la quale Mazzini insiste perchè Genova a ria nelle nostre mani; il giudizio sempre aspro au Giuseppe Ferrari, ecc. La linearità e la costanza, insomma, dei sentimenti e dei progressi di Mazzini*
Coti si chiudeva Va anno dei manifesti a.
Anche nella forma non solita, anche per queHagganciarri tenacemente ad un pen-stero europeo, anche per la mostra di un lavoro d'insieme che voleva distruggere Pae> cosa tante volte lanciatagli di voler eascre un dittatore, ma, soprattutto, per la chia­rezza della dottrina enunciata; non ci sembra erroneo definire 1 manifesti la migliore e concreta documentazione del pensiero di Mattini perchè l'Italia avease la pia eletta cittadinanza in Europa.
L'Italia ricca di promesse, di speranze e di poesia di cent'anni or sono.
ARMANDO LODOUWI