Rassegna storica del Risorgimento
1852 ; ECONOMIA ; PIO IX ; ROMA ; MOVIMENTO OPERAIO ; STATO PON
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1952
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Elio Lodoltni
La Santità di Nostro Signore Papa Le<mo XII fattocmente rsgnanie, con reaerflie del giorno 2? settembre corno 4 benignamente degnato il concedere eiTVui vanita 41S. Biasio d* Giovani Lanari... particolari agsvolationJ pai ottenere il giubileo. Ne agul una vibrata preteu dell'Ispettore Canerale dalle manifatture dai drappi di l-i!i..i, ed, in seguito ad ancarteggio Intercorso fra Ispettore, Camerlengo a Cardio*] Vicario, quest'ultimo precisò di non aver sanzionato resistenza di naa corpor asino* di
rum* in deposito presso i rispettivi Padroni, dai quali poi in ogni fine di mete va* nSsattorearisenotere ; un* specie di a contribu ' o obbliga torio sindacale anutiuram.
t,a tassa ara destinata al rnauteaimenlo dalla Cappella in S. Lucia de* Ciaa*>j ed al sovvenizueoto * degli infermi o invalidi: scopo quindi, religioso e di mutuo soccorso. Pio VI aveva accordato il privilegio di mano regia per etagere la taaaa dai padroni* privilegio poi abolito da Pio Vii con meta proprio 6 luglio 1816 Molti iscritti perciò non pagavano puntualmente le quote. Di conseguenza, i conto!! chiedevano che venisse contentilo jdTuaiveraità di procedere contro i morojd e contro i fabbricami con ìl mandato economico, da sottoscriversi dall'Uditore di Camera dell'Cmo Sig. Cardinale Decano, Protettore Perpetuo e dal Noterò della loro Università .
11 Cardi G.M. della Somaglia, Segretario di Stato, Decano delS. Collegio e Protettore dell'Uni versila, inviò la upplicaalCard. Pacca.Camerlengo di S. Chieda, con unalattera di accompagnamento (4 agosto 1824) in cui era detto fra l'altro: li sottoscritto non poi nasconderealTKminctua Vostra che fn generale riconosce neeesstriounprowedimenio a favore di detti lavoranti lanari, trattandosi di una classe di persone ebe e per il numero e per I*eda cariane potrebbe recare gravi disordini qualora continuasse a languire nell'indigenza e neH'orio (perchè era in Mate di. inoperosità e miseria): si tratta, cioè, di timori relativi all'ordine pubblico, più che di preeecuporioni di carattere sociale.
Ma i! Camerlengo rìspose(2 setti. 1824) che. avendo verificato le asseraioni dei lavo* ranti lanari, poteva rassicurare il Segretario di Stato: gli inoperosi fra essi erano ! n quel momento solo dieci. L'indigenza c'era, ma non per mancanza di lavoro, bea! per quei viri ed imprevidenze, che sono diagrariatamente comuni troppo delle ultime cianai del popolo. Unico rimedio era quello di favorire con 1 tutti i meni le manifat-ture lana, ebe pur troppo ai veggono andare in una rapida decadenza : e proponeva perciò protezioni doganali peri'induatria laniera nazionale contro la concorrenza estera.
Crea la supplica riferendosi questa piò che ella loro misnria, alla ripristinariorie della loro pretesa Univenitl, 0 Card. Camerlengo ha già. fatto bastantemente conoscere che la' medesima non ha eriatito giammai, e che al soccorso dei ricorrenti venne piò che sufficientemente provveduto dalla sa. me. di Pio VII coi Motu proprj 10 settembre 1816 e 1 agosto 1817. in esecuzione de* quali il Sottoscritto ano! provvedere ai medesimi supplicami nel caso di reale bisogno con adegnate sovvenzioni, del pari che sono validamente tutelati nei loro intuì ari, onde non offrano aggravio ed oppressione dai loro Padroni (A-S-K.. ComtvZengato, p. II, I>. 22. fase. 85).
Per quanto riguarda il nomerò dei lavoratori della lana in Roma dopo la Restaurazione, è da credere che esso fosse superiore a quello, aopra indicato, di mille, il quale ai riferisce probabilmente ai eòli salariati, con esclus'On degli artigiani. Il Franchini (vrrroiuo FUANCHI.VI, 71 sistemo praMtìtv eVJFìp) dtiKtria laniera dopo la restatinorione pontificia, estr, dalla rivieta Economi ii. a. VI, n. 7. Soma, 1928) dà. per il 1816. la erfra di ben ventimila opera dei due sesti impiegati nella lane ri n, divisi In circa sessanta fabbriche nella sola citta di Roma, più altri 40.000. in 200 fabbriche, nel resto dello Stato (ep. di., p. 13), cifre tanto più notevoli, ae ai pensa che nel 1858 tutti i manufatturieri a erano in Roma 25,901 (efr. la SrortsriVu citata p'ò avanti). Nel successivo 1825 il Card. Camerlengo respinse una richiesta che, pur diversa nella forma, era simile n'Ha sostanza. Si trattava di una istanza della università