Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
anno <1952>   pagina <689>
immagine non disponibile

fi eurt*gio itjjiauh' di Filippo De Htnit éce. fi89
la data ti ronfio 1849, i:. SI). In seno ul consesso al riproduceva l'antico contraile !r. lVJststcntxt ftui>free e quello tedesco* il pulito del progresso fi 'j*;M- dell'egoismo " commentava il De Boni ~ che ora diedri moderazione, I radicali e U Sonder-buud vestilo di aiuti nuovi. L'elemento tedesco, che ctiUivs la. maggioranza, nega?* la discussione irlVmff-aw e proponeva di approvar* pienamente quanto era stato fatti dal poterò occutì, mentre la minoranza propendeva par tu discussione in una futura sessione. Prevalse ilpaivfa dalla maggiora n ta, che ebbe 38 voti cootto II voti del partito di minorai***, aceti la questione del riconoscimento Vanne dcfinilivarnente accantonata. Naturalmente quanto cado fu contrario ai desideri del governo di Roma, ma non può df--*<,inoseersi che notevoli furono i tentativi dell'inviato romano per conseguire un divecM risultato impossibile ad ottener, perchè la situazione romana a Berna trovava in quel momento nei dirigenti politici eviazerile aopraecennate aweraiotti detcrminate da ragioni di prudenza politica, che sembravano, invece, al De Boni ispirate do paura.
Un soddisfacente multato ebbero pinttoato le pratiche volte dal De Boni per conseguire la rescissione delle convenzioni militari. Per raggiungere un tale intento egli sostenne una dura e vivace lotta* nella quale impegnò il suo ardore patriottico. il Carte ingegno ed una tattica degna di un sperimentato diplomatico, È da notare che alcuni approcci pretto il governo svizzero per tienrrr tale annullamento erano stati tentati in precedenza dal ministro Gioberti* per conto del governo di Torino; e poi, ne] febbraio dello Atea anno, da Vito Br Urani, inviato in Sviate come coni ini Mario pedate del governo provvisorio di Sicilia, aenza però ottenere concreti limitati. ) Ancor prima, come ha messo In luce il Ferretti, nella Dieta Federale, precisamente nella seduta del 30 moggio 1848, due delegati Faxy e Eytel avevano proposte che ai invitamero i Castoni impegnati col governo borbonico ad annullare le capitolazioni e a richiamare i toldati; ma le loro richieste erano rimaste inascoltate.=1
Il De Boni, in seguito ai contatti avuti col Faxy, aveva efficacemente agitato Popi nàone pubblica svizzera contro le convenzioni con Napoli, ed erano avvenute altre entusiastiche manifestazioni popolari avverso le medesime capitolazioni a Ginevra, net Cantone di Yuud e a Berna.
Più. importante adunanza era stata quella di Ginevra, voltasi la domenica del giorno 11 marzo nella piazza Molard con l'intervento di circa arimi la persone. Lo stoso Faxy aveva espresso parole gagliarde, ed era stata votala la proposta del Dn-chosal. presidente di tale assemblea, per una petizione all'Assemblea Federale ed un indirizzo di omaggio al popolo romano, il primo come ebbe a scrivere il De Boni che nel corto dei secoli fosse stato inviato a Roma da Ginevra protestante. Tra­smettendo al atto governo il testo del generoso messaggio, il De Boni chiedeva che si leggesse all'Assemblea Costituente Romana e fosse data degna risposta al popolo gine­vrino,. In effetti, la lettura di tale indirizzo da parte del ministro Rusconi, avveniva nella sedata del 24 marzo alla stessa Assemblea Costituente di Roma provocava grida di eotusiamno. L'indirizzo di risposta, redatto dal Triumviro Mazzini e letto nella snecesoiva aedttta del 25 marzo, esprimeva l'augurio di un mutamento nella tradi­zionale politica dì .teatralità da parte del governo svizzero, e di una chiara ed efficace alleanza tra ì popoli delle due Repubbliche, esortando il popolo elvetico, cancellare dai
. ') Sicilia a Plemont* ntt 1848-49, a cura dell'ArchivinjdtSiarn di Palermo, Roma. 1940, p. 214 seg.; M. BKI.TKAM-SCAUA, Mmorim jtferiene dette Rfootasienr Std-liana dal 1848-49, Palermo. 1934, II. p. 294 seg.
Ji G. FEUHKTTI. Itali* e Svizzere, di-, p. 57. nota 2.