Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
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Luigi Antonio Pagano
propri codici quelle cnpttolaùoni, ohe tramutavano i figli di TU in satelliti assoldati
dalla tirannide. 1 II De Boni ai lagnò sempre, che tal* risposta non gli fotta pervertala.
L'esempio di Ginevra vaniva, frattanto, seguito da altri Cantoni; cosi quello di
Lucerna inviava noa simile petizione, chiedendo direttamente alTAsseuibltt Federale
10 scioglimento delle convention!, lo ateaao al proponevano di fare il Craa Consiglio di Friburgo del Valkeo e di Berna (rapporto 19 manco 1849 dal De Boni a Rusconi),
11 governo di Roma, concorrendo nell'opem svolta, dal ano inviato, intereMVU pare Q governo sardo e quello provvisorio di Toscana, onde ottener la loro eoliaboraaione nei negoziati da Intavolare per l'annullamento delle capitolazioni eoo Napoli presto la Confederazione elvetica, anche solla basa di un rixnborao delle spese inerenti allo scioghmento dei relativi contratti, da sostenersi in comune dai governi italiani, ma auoi tiepida fu razione piegata, specie dopo la battaglia di Novara, dal rappresentante diplomatico torinese a Berna, che era allora il Farina (nota del Rusconi ai ministri degli esteri sardo e toscano, allegata al dispaccio nu 892 del 30 marzo 1849 dello Tnaso Rusconi al De Bòni).
Nei confronti del governo svizzero l'opera del De Boni non fu meno pressante ed efficace. 11 19 mano, nella nota già citata, egli insisteva premo il presidente del Consiglio Federale Furrer, facendo presente che il fatto, che vari svizzeri combatte* aero sotto le bandiera imperiali e contro la Repubblica Romana, costituiva un non lieve motivo di doglianza da parte dello atesso popolo romano, e quindi la necessita di eliminare tale tensione. Con rapporto dello stesso giorno significava, poi. al ano governo di nutrire fiducia nel prossimo annullamento delle capitolazioni da paste del l'Assemblea Federale, che avrebbe, te del caso, rovesciato anche il Consiglio Federale, che il partito radicale svizzero si agitava in proposito, facendo della questione italiana un ano ponto di appoggio e combatteva la neutralità e le capitolazioni, a ciò spinto anche dalle favorevoli notizie, che pervenivano dall'Italia, dall'inizio della nuova campagna piemontese contro l'Austria, dagli avvenimenti germanici, e dalle vittorie liberali in Ungheria, dove Fast dicevo*! abbandonata dagli imperiali.
Sia il governo svizzero persisteva a dimostrarai poco favorevole alla rottura delle capitolazioni e di ciò si Ugnava il De Boni, cosi riferendone in un suo rapporto al Rusconi, in data 23 marzo:... iole governo tenacissimo più che mai nell'assurdo sistema di stare neutrale per tana di restaurazione aevenire, per ninna fede nella nostra ritolasione, possiamo aspettare da ciò piti mala che bene, rìcusavasi a rompere le capito-Iasioni e ora ti affaccenda perdi i volontari non si radunino nel suo territorio e perdi* dal tuo territorio non ti gettino in terra .(aitano.
Senonchc all'atteggiamento larvatamente ostile del governo svizzero faceva contrasto il sentimento pubblico, che continuava a mnnif catarri avverso' aQc convenzioni militari, a mezzo dei voti di molte società popolari e specie nella libera stampa, la quale eoo molti autorevoli giornali, fra cui la Revue de Genève, lo NouveUitU Vaudoit, le Confederi de Fribourr, VHelvitie Federalo, Berner Zeitung ed altri, sotteneva una vivace polemica contro le capitolazioni e rilevava le contraddizioni del governo centrale, che negava una aperta amicizia con Roma (rapporto De Boni a Rusconi del 30 mano 1849. n, 17).
L*ll aprile, il De Boni comunicava ufficialmente al presidente Furrer, che il governo di Roma aveva denunziato lo scioglimento del reparto degli Svizzeri, che già prestava servizio nei Palazzi Apostolici come Guardia del Corpo del Pontefice
I Assemblee dal Risorgimento Italiano, Roma, Tipografia Camera dei Deputati, voi. III. pp. 894, 917.