Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
anno
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1952
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pagina
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691
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accordando * dama milite, rinata 1* OMIVI '.,[j ,
li Lucerna, (urnilwr .li tali milizie. U rorre-poiiMonr di BB n,' di rttpiraittu. i ile d* le mi ina zi. me RI tHM 'luti il iiirdriimo Cantane, <:,, ali,, n, Inviala nj r'urrer, il fimo n.Bffeaalvo 12 aprile, rgli hrliianinv* r*tlcaairnu gli" Federale ulta quelioae dello capitolazioni eoo Napoli. Ktprimrodui con termini molto chian ad energici, dopo avare ricordato le piatole elevate dalla 'lampa libriate iviuria, I* manifestazioni di aMulrthll.il popolari a l'iirrv<>lr iniziativa per 1* abolizione presa da diverbi Cantoni, capitolati e non capitolati, l'Inviato romano non mancava di affermare whaiBcntc che l'atteggiamento di neutralità avtaaera non rni integrate ari riguardi della Repubblica romana, parane, in verità, il governo di Napoli, che meditava di combattere la repubblica liuiìuJina. aveva lotto li ua bandiera troppe elvetiche. Sarebbe tato contrario alla fraternità dei due popoli, te la rivoluzione italiana per vinCWa avaaac dovuto pacare *ui corpi dello gioventù svizzera a*-aoUata e, pertanto, il >ur> govirno l'aveva autorizzai J dichiarare u- wirebbr tato dipo*m ad indennizzare i cantoni rapitulaii per i reggimenti svizzeri, ana in virtù di una dichiarazione del governo federale, aveaactO luwioto il servizio pre*o il governo di Napoli e che lava adoperando affinchè tignale indennizzo veni** dato da altri governi italiani.
In traci tempo gli avvenimenti volgevano poco propizi alla canna italiana, la nuova campagna di guerra combattuta dal Piemonte contro l'Aci-tiia u era concima infelicemente con la .confitta delle armi italiane a Novara, correvano voci di controrivoluzione trionfante in Tovcano, e di movimenti reazionari nello tCMo Stato Romano, <i r*"**"Tc~**" un intervento armato contro Roma da parte di potenze tranicrr per restaurare il governo pontificio.
Quoti fatti rendevano il governo svìzzero ancora più cauto e comunque poco pofùnonc chiara in favore dell'annullamento delle capitolazioni. Rispondeva*!, infatti, dai Consiglio Federale all'inviato romano di ritenere che la questione dello scioglimento delle capitolazioni con Napoli andava trattata piuttosto coi Cantoni, che fornivano le truppe al Borbone e quindi cercava! di sottrarre la questione medesima all'esame deirA*embIeo Federale (rapporto De Boni al Raaooni in data 17 aprilo 18-19, n. 33).
Tali ostacoli apparivano ben gravi a superarsi al De Boni, perà non scoraggiavano la uà opera appa*.>iona(a ed Inceli ante.
Nella FruilU Pté4r*U del 25 aprile il potere esecutivo ragguagliavo TAatemblea Federale del ptuaì fatti dal De Boni e delle proposte avanzate dal governo di Roma circa l'indennizzo, soggiungendo che di ciò era tata data comunicazione ai Cantoni capitolati.
La vittoria riportata il 30 aprile dal popolo romano Mille truppe francesi, barcate pochi giorni prima a Civitavecchia, aveva accresciuto le simpatie dell'opinione pubblica vizzera in favore delle cov romane, ma il in fu ai In il volo della Avcmblca .i l'ranrese. riunito favorevole al proseguimento dell'azione militare ;ià nv-trapre*a dal governo dì Parigi, e di più l'invasione di truppe napoletane, austriache e pagnnole nel territorio romano, avevano nuovamente intiepidito gli eiilu-ìa*mi. -1
Pur nondimeno gli incitamenti del Da Boni ottenevano ancora notevoli riunitali. Orca dodicimila cittadini avevano, infatti, -otloscrilto petizioni contri il mercato
IJ Vedi N. BIACCHI, Storio doeummiata détta Diplomazìa h'ueopta in Italia, Torino, 1*69, VI, p. MI* KrfmohUta Romana nel 11149, Torino,
IÌ50, 11, p. 32.