Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
anno <1952>   pagina <692>
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W2 ttuifti Antonio Paganti
WlW c*pìioUiioni. ...,., i.ir ioni popolari di IVruu, Vuud. Oiuvr, UUÌI*J renipagsja avevano pure proiettato. L'imponenza di tuli inanifru*ioul obbligava il Cov*rao federale deferire Pesame dell'affare all'Assemblea legislativa ed in idi previiivn* il De Boni, eoa. Instancabile opera pemuata.: ctireavfa. ) di persuader*! singolarmente I i'i'iiWi piò. rtì. X.'IS.i sedutadel 16 maggio dal Consiglio degli Stali i ruj>pre*o tanti dei Cantoni francesi, del Ticino Berna, Argeviu, Zug, e Basilea-campagna eoo* restarono inutilmente l'approvazione dei tegnente voto proposto dalln maggioranza delle commissione elettn per tele affare in eno ai Cornigli:
.L'A*srmbVr FrdrtaU - Vuc In proposilion falle par U Homi* Jafet d* Cartine a uà ti ene le* diflirtnue* petitions da cìtoyeit* SuÌMfit, dimandarli Ut tvpprenìan dea capito' lattoni ntilitairrs rotore txùtanum aete le Royaume dtt deux Sitila
Anto
l'r power à Totdre dujour tur Utpropotition sur mrntìonnf da hnut f'.tui de Cenare et or le petitions relaiices à ed objet.
Il voto anzidetto, che escludeva una decisione -favorevole all'annullamento deile etmvenzioni militari; ere tato approvato dalla maggioranza del Coniglia con 24 voti favorevoli e 14 contraria Ne riferiva il De Boni al Rusconi, con rapporto del 18 maggio a. 48. annoiando che lo stesso previdente della Confederazione era l'anima più calda delle capitolazioni. In rio seguito da Och*enbein e Nff; Franseini aveva aaeomo nn atteggiamento, incerto, aitatilo Drucy nel Consiglio Federale a*era dichiarato apertamente ostile alle capitolazioni.
La vertenxa sarebbe aiata, in seguito, aottopoata alla Mozione del Consiglio ftu-zionale, e qui sperava il De Boni nel rigetto della decisione già votata dal Consìglio degli Stati qualora la vittoria persisteva ad accompagnare le glorio** armi della nostra Repubblica .
Io mi proponevo scriveva ancora il De Boni d'intimare no congresso dei Can­toni capitolati per sciogliere con oasi la lite e lasciare da parte il Consiglio Federale ma reputo imitila farlo, finché non si vegga trionfante la Repubblica contro il Borbone.
La decisione del Consiglio degli Stati produsse molto malumore in Svizzera; avendo inoltre alcuni giornali notato che truppe svizzere face vati parte delTeaercito napo­letano, che aveva violato il territorio romano, il De Boni, con nota del 21 maggio in­dirizzata al presidente Furrer, formulava un'altra vibrata protesta con linguaggio alquanto fiero, giustificato .pero dulia considerazione, come egli ebbe a far noto al Ru­sconi che chi rappresenta il popolo romano ha il diritto di parlare con nobile orgoglio e Io deve tanto più che la giiutisin e con sóla. Il nuovo dibattito nel Consiglio Nazio­nale fu asaai lungo e vivace.
Nonostante l'opposto avviso del Consiglio Federale dissenziente il solo Druey che proponeva l'ordine del giorno puro e semplice, come nel Consiglio degli Stati, fu dichiarato solennemente da questo consesso, nella seduta del 25 maggio, colla maggio-rauca di 60 voti coatro 37, che le capitolazioni militati erano incompatibili con la di­gnità l'onore della Confederazione, e ai invitava il Consiglio Foderale a compiere senza indugio i negoziati necessari per ottenere la rescissione delle capitolazioni ancora esi­stenti, ed a stendere un rapporto sui risultati ottenuti da sottoporre all' Assemblea Federale con le proposta relative.
La risoluzione, questa volta favorevole ai desideri del De Boni, e promanante dal Consiglio Nazionale, che raccoglieva i rappresentanti del popolo, era considerata dal medesimo Inviato come naa vittoria indicante che i radicali erano veramente alla testa