Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
anno <1952>   pagina <696>
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Luigi Antonio Pagano
Pressava lo stesso Villici per aver contatti d istruzioni dal l>c Boni, ma questi non poteva far altro che ribadire la richiesta al governo di Roma* che prometteva sempre di inviare un apposito incaricato, giunto a Berna soltanto il 15 giugno. Pur troppo l'assalto delle troppe fraoceai contro la fiepubblica Romana alla fine di aprile impediva al governo romano di corrisponderà tempcetivamente alle urgenti richieste del ano inviato.' Q quale, in un successivo rapporto del 12 maggio, doveva comunicare con rincrescimento, ehe la Legione europea- a! scioglieva, poiché gii cauli tedeschi, che ne formavano la maggior parte, accorrevano in patria a combattere, mentre egli non poteva utilizxurc anelli che rimanevano a causa del cerchio di nemici che aerravano Roma e tempre per la nota mancanza di istruzioni e di fondi. Ancora ! 22 maggio:-il Da Boni trasmetteva al Rusconi altra sua proposta di raccogliere un corpo di mille volon­tari e di gettarli in Lombardia con la bandiera repubblicana per agire contro gli Austriaci* che sarebbero stati atratti contemporaneamente da Ungheresi, Veneziani e Romani.
Dì contrario avviso era stato, però, il Triumviro Mazzini, il quale gli faceva co* manicare dal Borgatti. che una tale impreca non poteva portare alcuna favorevole distrazione a vantaggio della Repubblica, perchè le fame austriache rimaste in Lom-bardia reno più che bastevoli a comprimere quei movimenti che isolatamente venia* aato a prodursi. Si consigliava pinttoato, di tenere pronta la formazione per una più propizia occasione, e di prendere accordi con Galilei ed 11 conte CrUcnzoni di Lugano. che sembra avessero avuto già uguali incarichi dallo stesso Mazzini.
Da documenti dell'Archivio Cantonale di Belli ti zona, pubblicati di recente dal Martinola, risalta, poi, che nello stesso mesa di giugno, mentre esistevano le speranze dello scoppio di una rivoluzione democratica in Francia, ii Dottesio. il Brenta ed altri Bauli italiani tentawero di organizzare una spedizione armata in Lombardia, partente dal Catiton Ticino e ehe ì medesimi stndiassero d'accordo col Do Boni l mezzi di inviare a Roma gli nomini che quest'ultimo stava arruolando. )
Ma. in complesso, tatti questi disegni non ebbero alcuna realizzazione, soprat­tutto a causa della assoluta inerzia del Governo romano. Molto ebbe a dolersene in seguita il De Boni nelle note lettere al Cannasi* biasimando il governo stesso che l'avava spesso lasciato mancante del denaro anche per vivere, e posto in grave imbarazzo per non potere neppure corrispondere ullc richieste rivoltegli dagli Svizzeri dei reggimenti giti di stanza a Bologna, ehe all'ulto dello teiagtimanto avevano avuto rilasciate da quel Municipio cartella di credito per il pagamento delle relative penaloni riseootihill semestralmente.-)
Oltreché per conseguire i fini assegnati aDa sua missione diplomatica, il De Boni, molto si adopero, spoeto con intelligente e personale iniziativa, per stringere relazioni di amicizia tra la Repubblica Romana ai paesi europei, ove allora maggiormente ri­bolliva il fermento rivoluzionario a carattere democratico, e cioè, la Germania occiden-tale e l'Ungheria. Cosi facendo, sperava di procurare aiuti a Roma e creare difficolta ai molti nemici della stessa Repubblica.
Inliiiiiasonilsalniri informazioni egli forni ralla stessa Germania, ove ebbe come roTrispondenti cani d'aziona e compagni di fede repubblicana, fm cui Filippo Becker, divenuto comandante della. Gnardia nazionale del Baden. che gli servi di anello di con* giunzione con gli nomini della rivoluzione .O'.iKaTlVruh* e Stoccarda. Notevoli dettagli
J .Epistola-io Ai Carlo Cattaneo, cit. voi. I. p, 531. . *) Cfr. su ciò C. GAVC8H* JtfsmoriV ptr tnvirt atta noria della rivoluzione, dori. Stati Ramami, Genova, 1852. III. p, 110.