Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; DE BONI FILIPPO ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; SVIZZERA
anno
<
1952
>
pagina
<
698
>
698
Luigi Antonio Pagano
t'agheria, va per altre estero** stratagiehr nella campagna contro gU eserciti ansir-rusai Veuivtt aggiornato 11 plano 41 una diversione dell'annata vrtuo lu Dalma * Fiume, eh* pere fo*e tato previsto anche dui Kosatli. *> Non sappiamo iHJl quanto ritardo iwrvrnsM.7 al De Boni l'ultimo dispaccio Ut data le Infilo del Borgatti. in raì 0 artatrtnto del ministro degli uteri romano anuunriavsgJt con dolore: ogni speranza di selciare Roma daltaccupasioa* franeas* i caduta. VAssemblma decreti Ieri ara che* costretta a subire una forza maggior*, tata rinunziato alla material*resìstensa, tenta peri atèanaaaar* il propria paolo. Dopo di ciò il Triunriroto dite* la tua dimissiona mi il Municipio apri dalla trallatiee col Cenerai* Owiìrwt. Al momento in cui vi verità non ì mi ben definito ni b*n conosciuto il risultato di aurata trattattra. Va ria scriverò domani, ita il mio onora mi permetterà di rimanere ancora al mio poeta.
La missione del De Boni era armai terminala, ed il 18 luglio rjrumtc rinviato romano ne dava comunicazione al presidente del Consiglio Federale Elvetico Furrer a mezzo della cruente nota officiale di commiato, ove traspare la atta amara tristezza: Debbo avvertire V. E. tha pateraia (aie) tu città eterna dalla toldatetch* fiancati, dìtciolta con la armi w rappresentanza dal nostro popolo, detta dal suffragio water' tal* a diritto, tratto nella poloer* il na lionate vessillo, nobilitati a Roma un governa militar* tronferò a presso di sangue * di lacrime, notando tutti i diritti, il mio man-dato scsaguratamtnta ì compiuto, ni pia altro rappresenta che un grand* martirio, glorioso itparansa di HA migliar* avvenire. IVI} gorami francasi, n* governi papali a monarchici, si confanno paolo alla mia coscienza. Terrò sempre a manta ta gentili accagliano* di V. E. e dal popolo Scissero, sempre pronto a tastimoniarlo, sempre pronto ed in qualunque occasione a nutrir a consolidar* ramare fraterno eh* da* legare la Scissero * l'Italia.
La rapida esposizione dianzi fatta dei documenti costituenti il carteggio De Boni vaie anche a diradare il ventilato sospetto che il medesimo, nelle lettere inviate nel 18S2 da Zurìgo al Cannasi, aveaae cercalo di magnificare la sua opera diplomatica. =J I n-vece ai pud ora affermare che tali lettere riprodussero fedelmente e succintamente Q contenuto della corrispondenza del De Boni eoi Governo di Roma e le pratiche volte nel corso della missione commcMagli daUo f-TTito Governo Assolutamente ingiù.to e ari malevolo appare il giudizio espresso dal Bertinotti, nella lettera spedita da Berna il 2 aprile 18-1 al Gioberti, in cui eomldcruva il De Boni come un insipiente diplomatico improvvisato ed anche peggio, aJ Al contrario, il De Boni riscosse spesso durante ra ava orione il vivo elogio del Governo di Roma e non gli manco mai l'apprezzamento cortese e deferentc da parte dei governanti della Confederazione Elvetica.
Con perfetta obiettività il Gettanti, nel riguardi dei De Boro, -eri*e che fu rum almeno fra i tanti inviati romani all'estero, ti quale dia saggio di capacita, di vigore.
I l) CO. S. MAXKUN La missione dal Console Af. Corrati nei 1849, in Rassegna Sto* cica del Risorgimento. Roma. 1950 p. 291. In una lettera al Cattaneo, datata da Berna 26 agosto 1849. il De Boni, che aveva ormai lasciata la carica diplomatica, continuava ancora a sperare in un invio di truppe ungheresi a Fiume e Trieste, che avrebbe potuto luti vare Venezia, la quale, pero, aveva già capitolato. V. Epistolario di Carlo Cattaneo, cit., p, 491.
*l G. FiauUtl'jJ, Filippo D* Boni e i suoi soggiorni nella Stissara, cit,, p. 137.
>) Corteggi di V. Gioberti, voi. 4*, a cura di A. Colombo, p, 134. Il De Boni chiamò il Bertinotti a creatura di Gioberti e nemico acerrimo del principio repubbli cono a fjnporjoDcBont n.26 del 9 aprile 1819).