Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; TRIESTE ;"CIARLA"; GIORNALISMO
anno <1952>   pagina <700>
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DEI GIORNALI TRIESTINI DEL DECENNIO DI PREPARAZIONE ED IN PARTICOLARE DELIA CIARLA
I] periodo eh* preceda la (numi di nnificaitone del 1859 uno dnl pia IH**** enti della uria del giornalismo italiano e pardeelarmrate di quello triestino, per il disinvolto ottimismo che promana da agni riga stampata e per nn mirabile ineronìaiuo che ai denota in tutte le manifestazioni pubblicistiche dell'epoca.
Fra le tante vigilie risorgimentali, attcsta del 1859 prende un'andatura risoluta presenta nei noi protagonisti nna stupefacente sicurezza da quando la Società JS azionale ne aieemie la direzione ed infonde alla stampa nn nuovo tono E Peperà. d'oro del giumalUmo patriottico, che ai afferma nei settimanali umoristici ed ancor più costrutti vaincntc nei giornali di educazione e di cultura* dei quali retta ancor sempre modello e monumento /I Crepuscolo che Carlo l'enea dirigeva a Milano dal 1849.
Anche Trieste, negli ultimi anni di quel periodo, ebbe nn giornale di decisa intonazione nazionale. La Ciarla, che ino nella vette esteriore nel carattere della tettato, nella carta e nell'impaginazione ai rifa al giornale milanese.
E non fa un caso isolato, ma In logica evoluzione e progressione di tentativi non facili dopo i rovesci del 184849. A mano a mano che il finire di quegli anni turbinoti cadevano le speranze e il tono degli articoli andava affievolendoci e via via l'albero della libertà andava inaridendo, come foglie in autunno Fon pretto dell'altra, cade­vano i periodici che da quello avevano avuto alimento. Coti in tutta Europa, cote a Trieste, che aveva vieto nascere e vivere in quegli anni una cinquantina di giornali e ae li era vinti morire per volere dei comandi militari o per Ja,pereeuzione delFavvo-eatnra di tato in materia di lampa, che, determinando a uà discrezione l'ammon­tare delle cauzioni previste dalla legge, in misura più o meno elevata a seconda che il colore del giornale era gradito o no al governo, aveva un vero e proprio diritto di vita e di morte sulle manifestazioni di stampai
Di tutta quella fioritura di pubblicazioni periodiche soltanto poche resistettero. Jl Diario di Trieste, innocuo giornale commerciale e pubblicitario, raggiunse i primi mesi del 1850, mentre l'Emporio di Trieste a finalità più tecnicamente mercan­tile derivò fino al 1852, coma VÌMtìa di Pietro Kandler, settimanale storico ed archeologico
Un anno prima era morta, col corpo armato del quale portava il nome. La Guar­dia iYerionoie.
Continuava invece nella sna funzione di giornale ufficiale e commerciale UOurt-rotore Triratino e teneva la piazza, gongolanto per la vittoria raggiunta. Il Diaxolruo che in quegli anni agitati aveva battagliato con ogni mezzo per far trionfare; la rea-1 rione austriaca, Francesco Hcrmet, il futuro capo dell'irredentismo triestino, aveva tentato di opporvi eoa un biscUlmaoale di grande formato dal titolo La Favilla, ma il divieto di entrata nel Lombardo Veneto, ordinato dal mareadalio Kodcuki e l'imposizione di un'alta cauzione determinarono la cessazione delle pubblicazioni che durarono dall'I1 settembre al novembre 1852. Anche l'animoso poeta, istriano Michele Fachinetli, già deputato alla Costituente di Vienna, vello da Tricte: pariate m noi comprovinciali con II Popolana dell'Istria ma dopo uu anno di fatica e di osta­coli dovette desistere (1* ottobre 1850-2 settembre 1851).