Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; TRIESTE ;"CIARLA"; GIORNALISMO
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Cvsare Pugni ni
dimenticate, eppur un temp Iodato dal Carducci per il Mio purismo nel cntire o asilo acrivere,
Nato di padre gioco Tritate nel 1033, gU all'età di dieci anni aveva divorata paventi di libri, da gran parte dei clanici italiani al Teatro Moderno Applaudito, e fino ai 1S anni segnili cono CUUÌHÌCO, che cn l'unica scuola modla con inargnameato in lingua italiana, comodo tutto la alerà in lingua tedesca. Consegui la Ifcffa eom meraale, inala ni paraione enino le Iettare, essendosi innamoralo del Perticali dei portai. E ù esercitò nella traduzione dal greco di Platone e di Raduna Socratico. Si assicurò un buon numero di scolari scannando cosi la pratica commerciate alla quale il padre lo voleva avviare.
A 16 anni aeriate un primo articolo ralla lingua e Milla letteratura italiana che La forili delTHennet pubblicò, ma mentre approntava altri lavori, come abbiamo ricordato, la Favilla mori.
Dna anni dopo raccolse in un volumetto un a Saggio di Sermoni alla maniera de] Coni, acgnalati dal Crepuscolo del Tcnca,
Scrisse anche due lavori drammatici faraeacbi che furono recitati con TOCCAMO e viaggio la Germania come precettomdi una famiglia facoltosa. Di ritorno ripreae rinaegnameato privato ed abbozzi vari lavori letterari a teatrali.
Racconta in un libretto di appunti autobiografici; D Serial parecchi dialoghi eh* poi pubblicai sotto il titolo leopardiana* Operava Morali, e collaborai nella Rivista Vèneta, un foglio letterario in cui scrivevano i migliori ingegni dal Veneto e della Lombardia. Vagheggiavo però ardentemente il ditmno di fondare a Trieste un giornale latta rario, the come ila Crepuscolo di Milano, a L'Alba di Brescia, la- 'Rieisfa Veneta dì Vanesia ti a L'Annotatore Friulano di Udine, sotto il manta della letteratura* tenesse desto il sentimento dell'italianità e della patrio,
-Si adopero per ottenere 11 penneoao dalle autorità e per superare anche le diffi. cotta per l'approvazione del titolo acche il nome innocuo di Ciarla.
Con quatto nome ruolo e più appropriato a giornale bggaro e di sterili ptttrgolesti che a passetta grata e letteraria racconta sempre il Livadia diedi principio alla pubblicazione della mia effemeride. Fin dai primi numeri mi pianerò addosso le ammonizioni a la multe e per dai nonnulla, mentre poreexhie malisiette che andavano a ferirò profondamente il dispotico governo straniero a dta il pubblico benissimo approvava, erano dalla imperizia dai censori preposti alla stampa lasciate passar impunemente.
Dopo un anno dacché la a Ciarla tirava aranti alla meglio tra malte e sequestri* a con mio assai scarta profitto, capitò a Trieste Leon Forti, mandato quivi a confino dall'arciduca Massimiliano d'Austria, allora governante la Lombardia. Eravamo lui principi del 1859. Il Forti aveva dovuto interromper* la puoeficesione del suo giornale H Pungolo eh dirigeva a Milano. Egli mi persuase a fare coma ai suol dir* una fusione a trasformare la a Ciarla in giornale artistica letterario con caricature, come era preci' immante il a Pungolo, Per acquistarne i molti associati the il detto giornale aveva in Lombardia, nelle Veneti*, e* ducati ed anche a Trieste, nell'Istria e nella Dalmazia, io mi assoggettai alle passività del Pungalo, assumendo come collaboratore il Forni
*) U taccuino con le note autobiografiche mano-ritta di Demetrio Invaditi con invio ad Attilio Morti*, ò conservato nella Biblioteca Civica di Trieste. Sulle corta di dati forniti dallo tessa Li vaditi. Beniamino Moncone pubblicò una comunicazione: D. L. ed il giornate triestino a La Ciarla nella Rivista Storica del Risorgimento Italiano, Torino, Roux Frassati Voi II, .1897. pp. 580-81.