Rassegna storica del Risorgimento

1848-1858 ; 1849-1859 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; STORIOGRAFI
anno <1952>   pagina <711>
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SICILIA E ITALIA NELLA STORIOGRAFIA DEL DECENNIO 1848.58
IL TRAMONTO DEL MITO DELLA NAZIONE SICILIANA
I legami, i motivi di distanzo dalla Penisola, le relazióni Ideali fra Sicilia a Italia, trovano impoatozionc nella storiografia isolana in quella che ai muove nell'orbita di e, già nel momento in cai la conquista normanna da inizio alla stona occiden­tale moderna dell'Isola, e, in maniera evidente, proprio negli anni in col orge il Regno.
Si avilnppava proprio allora quel mito della nazioni *>ciliuna , fono drati­nato a generare ona coscienza nazionale isolami, ') indubbiamente prìncipi di per di IUW muli/ione storiografica che ni volgerà non avulso dall'atmosfera generale.
Questo mito, raccolto anche dagli scrittori arabi3) che vivevano ancora a corte e nell'isola, o che ; canli o discendenti da Siciliani ritornavano con l'anima alla Sicilia come aopirn la saa casa un nom maturo che, reduce dal mercato, e inceppato dalle tenebre in dubbio sentiero:3* ti vede chiaro e netto nella narra.
* Degli aspetti Rotto i quali ri potrebbe, e dovrebbe, esaminare la poabnOBe della storiografia del decennio 1848-58 nei riguardi delle relazioni ideali fra Italia e Sicilia (1 nella storiografi isolano: 2 in quella del Mezzogiorno della Penisola: 3 in quella del reato d'Italia; 4 all'Estero), et uomo limitati, per evidenti motivi, prima di tem­po (in sede di relazione eongrcainaleX quindi di spazio, a tratteggiare il pruno.
') La creazione di ona e nazione aicJliena già -otto i Normanni, sin dall'indoma­ni del ritorno dein*ola alle vicende e alla tradizione dell'Occidente non ci sembra possibile, innanzi tatto perchè essa presupponeva il superamento della diviaione fra le tre rozze vìventi nell'Isola. Si può piuttosto concordare con F. Di; STEFANO. Storia della Sicilia dal Macola XI al XIX Bari, 1948, p. 14: La monarchia normanna aveva, ben*!, promoMO attraverso la corrispondenza tra la regaliti ed i sudditi delle varie stirpi, l'avvicinamento fra esse, ed aveva avvinto tentando, per un eerto tempo, anche l'ajMÙmilazione della ste**o. gente musulmana olla latina-il processo di Iati-nizzarione del paese, perche latinizzarlo importava unificarlo; ma da quella varietà di popolazione il popolo, comò organismo spiritualmente unitario, allora non sorse.
3) Il principe arabo Edrisi, ohe trovò regale Ospitalità alla corte del 'fecondo Ruggiero, scriveva: * Nobili;-.*me tra tutte le oltre [che ricordi lo storio, furono] le eoe dominazioni, potentissime sopra tutt'altre le forse con che (i Stellioni} prostrarono chi lor facesse contrasto (L'Italia deaerino noi*Libro del Ut Ruggero compilalo da ìriai, testo arabo con ver, di M. AM.VJII e C. SaiurAiiKUj. Roma 1884, p. 23): e descrivendo Palermo, la dicevo la sede de* re ne* moderni e negli antichi tempi (lei. p. 25).
Un cromata arabo, iniziando la narrazione della conquista dell'Isola da parte dei. Musulmani, toglie da fonte piò ontiea Paese era questo di gran momento, polche dai tempi più antichi infìuo ai nostri non sedette re dei Rum, se non che in tre luoghi della terra: Sicilia. Roma e Costantinopoli* (Folta Wàqiàt, in M. AMA, Bibliatota arabo-sleula. voi. 1, Firenze, 1880, p. 33J).
*) Sono versi de) maggior poeta arabo emigrato dopo l'occupazione normanna, *lbn fjlaraditf (in M. Astuti, Biblioteca aroAc-ricu/a. voi. TI, Firenze, 1881, p. 33S).