Rassegna storica del Risorgimento
1848-1858 ; 1849-1859 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; STORIOGRAFI
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1952
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Illuminati* l'i>ri.
alene che l'Abate di Tafana fa dei preparativi e dei molivi addotti alJ'tnearoiuutMw del etnde Ruggì*re. Jl
Ma neonato al a mito, proprio in quei momenti e fa quegli avvenimenti, ..,.-. Riva vìva un* polemici* tutava: quella fai il Meridione e la Sicilia.
Sa l'Abate lì Tel** oprattnlto, ci ba lasciato U ricordo vivo di una ut:(,*.*.< isolana*, e h.i posto nella storiografia le li del mito, è principalmente Fettone Beneventano a ignare manifestare li sorgere della polemica fra il Sud della Peni-ola * llsola: ed anche lui, ae da no lato imiti un motivo storiografico, dall'aiuti e evo e interpreto di uno stato d'animo, di rut le lotte date e continue nelle quali fa impegnata il teeondo Ruggiero al momento di raccogliere l'eredità del Ducalo di Puglia e mentre era acclamato re, aono le prove.
Falcone di Benevento, nell'esaltazione della difeaa di citta, di ignori, di borghci dinanzi a Ruggiero nel calore con cui commenta, nel colore che piò di una volta conferisce agli episodi, nel rilievo in coi pone certi fatti e eerte binazioni3) interpreta già la polemica che. e a presenta sul momento come lotta fra feudalità e potere regie, se anche può considerar fratto della resistenza delle citta commerciali del Sud a nna prevalenza preventivata di quelle siciliane, e può ancora tnairìfestatirì come effetto della diffidenza del Meridione indigeno, bizantino, longobardo, verso l'Isola con nn ano snatraio indigeno, pia musulmana ancora che bizantina, nella omraa di tatti questi latti ed aspetti rivela già la realtà viva del contrasto fra II Sud
e risola. j , J 1
Contrasto e polemica che nel Regno normanno saranno lungi dallo spegnersi, J che quando Enrico VI scenderà, tutore degl'intere*! e dei diritti della legittima erede come egli stesso si proclamerà, stranite come lo grideranno dall'ai tra parte, se Riccardo di San Germano ') e soprattutto Pietro da Eboli. *) meridionali voci
0 Cam Dax Roggerius per omnia lactia polita* succi saibna, tota Boamundi ter> ina, omnemque Ducatum in integrum potentissime obtinere videretur, nec non Capua-norum Prìnccp-, Magitcrque militum Neapolitunus omnisqne terra, quea erat nsque fine* Anconitana e urbis, bcllorum cunetia contrarietàtibua sopiti* albi snbderentnr. poene saepisai me sibi ne familiari quorundam. nuurimeque Henrici Comitia ovunculi sui, a quo pia* nia diligebatur. coepit suggeri colloco tione. videlicet, ut ipse, qui toc provin-cii" Siciliae. Calabriae> Apnliae. eneterisque regionibus, qnae poene Roman nsque habentur. Domino cooperante, dorninabatnr. nequaquam uti Ducali, sed Regii illustrali ffd*ini bonore debcret. Qui edam addehant. quod Regni rpanu principium, et caput Panormus Siciliae metropoli* fieri decerci, qnae olmi sub prisei* temporibus, super bone ipsam provinciam Rege* nonnulio* habuine t radi tur, qnae poste*, pluribu evoluii anni*, eccoli Dei disponente judicio tnme uaque sìnc regibna mansitn (Ai.E-XA*n>ai TELUim. Do raVus gsotis Rog*rii Sicilia* regia, II, 1, ed. Dr.u Re. Cronisti * scrittori sincroni napoUtam, voi. 1, Napoli, 1845, pp. 101-02).
31 Cosi e- per raffettuotità che, a dire del Cronista, il re aveva per i Saraceni da Ini accolti in massa nell'esercito. Rez antem Sarracenoram caorum atregetu et capti-vitatem audicaa, satia abnndeqne condoluit: mirabatnr iaeuper dolore coxnmoiu, ut tempore nlUonia ecceplo, viccm redderet prò cceptis.. (F*XCOKK BKWCVXMIAMO. O-reosca. in DEL Re, I, p. 212).
1l RICCARDO DI SAN Guatarlo. Cnromca* ed. CAHUPI, in H. t. S.. n. e.. VU, p. 1.
*) Parra.0 DA EBOM, Librr ad honorem Augusti (ed. recenti: SIRACUSA.. In F.S.t;. Roma, 1906: ROTA, in R.T. n. e.. XXXI). Nell'antica edizione di C. Dzx Ri; (voi. I, in appendice) aono riportate Bienne miniatore con cui l'autore illustro principalmente