Rassegna storica del Risorgimento
1848-1858 ; 1849-1859 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; STORIOGRAFI
anno
<
1952
>
pagina
<
718
>
"18 ìli ivo ir mio Peri
Amara della piccola pallia, desiderio di riviverne 11 passato, nostalgia di astàrho autonomie* wc gli Intr ressi a le equilibrate, ma sentite pasioni che animano le panine di Isidoro La Lumia ; chir, - da un lato è per II periodala scerò vivo, r ta. sintassi, per pregiudieatezza, legala ad una lontana, ma non-cattiva tranirioiie umanistica, se per letture e al corrente degli stadi più recenti in Europe, dall'altro ifimai un'esperienza locale, che non ai sa tanto *e chiude* o riapre.
In questo vagheggiamento di un mondo cho compare, la questa affettuosità per la patria piccola, è pur venuto meno il a mito a. ed è venuta meno l'antica e'nolentica.
Figlio, erede dei primo non tappiamo anche qui < dir meglio naturali*, Ar. genere è l'autonomismo; mentre alla aeconda accede una nuova polemica: quella contro l'accentramento, che diviene anche reazione del Meridione, In coi ormai al detto e compresa la Sicilia, alla lamentata sopraffazione del Nord.
Attraverso la rievocazione di esperienze significative e divene abbiamo cercato di tratteggiate un unico fenomeno: il tramonto del a mito e della a polemica, che par lasciano nuove coca binazioni e nuove complicazioni.
E insegnamento eterno della storia, quello che non ai sa mai oc istituzioni, inazioni, idee scompaiano, o nemplieemeate ai trasformino, e coti inavvertitamente si continuino.
Il 1848 è un momento apicale. Dal 1848 al 1860 anche nella storiografia segniamo un processo di formazione di esperienze e di morivi.
Queste nuove esperienze e questi morivi iti manifestano in Sicilia anche nella cultura con particolare vivacità dopo il 1866, quasi In corrispondenza al ripiega*' mento seguito ai movimenti di quell'anno. La cultura isolana piglia allora una fisionomia nuova: fatta da borghesi, essa affonda da un lato le radici neu'numu* isolano, dall'altro guarda ad orizzonti che qualche volta sono europei. Siciliani sono ì' maestri del nuovo verismo. Si afferma il folklore, con risonanza europea attraverso l'esempio dei Pitre e del Salomone-Marino. La storiografia è ia travaglio, ma non in inerzia. Fra tutti gli studiosi rà diffonde un motivo: lavorare per raccogliere l'anima le tradizioni genuine dell'Isola.
Poesia di cose morte ? O annuncio di cose che vorranno ?
Intanto il aito della nazione siciliana, la polemica fra Napoli e Sicilia sembrano divenire ricordi del passato.
Il naturale volger*! delle cose, il maturarsi di nuove situazioni che rinvestono, ma non si esauriscono nell'Illa, .nono Marc forse le cause intime della crisi. La pronta aderenza ad un mondo culturale più! Vasto, in alcuni* U lento accostamento alle nuove esperienze, in altri, hanno distrutto gli antichi motivi.
Sopravvive e riemerge pure, ancora* più che una reminiscenza, man mano che illusoria e insoddisfacente fi presenta la retorica nuova.
E mentre la storia dell'Isola diventa per tanti oggetto di studio, mentre da altri essa e snaturata e sacrificata al nuovo mito dell'unita e della grandezza italiana, rimane ancora quasi la perplessità, l'incertezza se ci si trovi semplicemente dinanzi a un passato per sempre sepolte, o a qualcosa che, nelle sue trasformazioni e nelle sue conseguenze, serbi un significato e un valore attuale.
IU.VMINATO PER