Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; COSTITUZIONI
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1952
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Giacomo l'tTiietiw*
del nuovo grappo dirigente escludendo la abuae poltrirà rappresentata In fVrlu-mcnto, soprattutto albi Cantera*
La formazione del primo ministero Balbo-Pareto I un riconoscimento della distribuzione delle ione parlamentari, come risulta dalla, situazione- politica grar-rale sci mano 1848. Ilministro Revel. Annunciandone la dimissioni nella tornata del 6 loglio, lo definiva Ministero di coalizione In quanto vi erano entrati uomini di deatra o dì sinistra. Le dimissioni, egli dichiara, forano motivato ideamente da on principio costrtnxionale e politico . Dopo il voto del 5 luglio, col quale la Camera diede particolarmente a vedere che il Ministero non aveva il me consenso, succede la cri!.
Qui ri devono fare due riliovi: anzitutto, che il Minuterò si decide alle dimissioni per effetto della dichiarata annessione della Lombardia (L. 2 luglio 1849, a. 787), e cioè per una valutazione politica indipendente dalla fiducia del Parlamento; e pei. che ritiene, doverose lo dimissioni, dopo il voto: il che importava non un semplice rimpasto con l'inclusione di elementi rappresentativi dalla nuova provincia, ma una vera end che trascendeva le ragioni di semplice opportunità, denunciate pruno.
La citata legge d'annessione, che rispondeva alla legga 12 maggio 1848, del Governo provvisorio della Lombardia, sembra aprire una grave falla in tutto il siateKiu ceetitttzionale. fondato nullo Statuto albertiuo. Il voto del popolo lombardo per l'annessione agli Stati ardi e condizionato per la tua validità e nell'interesse di tutta la Nazione a dalla formazione e convocazione di una comune Xasemoteo Cosfifueulr, la quale diacuta e stabilisca le baai e la forma d'una nuova Monarchia costituzionale, a. Questo voto non fu mai adempiuto. Già in un documento presentato con la data del 21 giugno dal ministro dell'interno. Ricci, sì legge che l'Assemblea Costituente non ha nitro mandato che quello di diacvtsre le basi e la forma delta Monarchia , e non anche di stabilire. Inoltre, mentre nel voto dei Lombardi si parla die Monarchia coati* razionale, in questo documento ai logge come osservo nella sua relazione del 27 giugno il Rattazzi soltanto Monarchia . l/osservazione si trova anche nella dichiarazione dei Commissari lombardi presso gli Stari sardi, che porta la dota del giorno precedente.
La formula più larga, fu réintrodotta nel testo e furono discuMi a fondo tutti gli articoli della legge elettorale per la Costituente,
La disfatta militare ruppe bruscamente questo processo.
Undici anni dopo, il Municipio di Milano dichiara il voler rinnovare il patto del ì ii-JSr. TI re Vittorio Emanuele, rivolgendoli ai popoli di Lombardia conclude il tao proclama con queste parole: Fidate nel vostro Re; egli provveder* a stabilire sopra solide e imperiture basi la felicita delle nuove contrade. Queste valide e imperiture basi sono lo Statuto Albertino, Non importa che nella discussione del 27 giugno 1848, albi Camera subalpina, fosse stato messo in chiaro autorevolmente dal Pìncllì che t se dovevansi unire (agli Stati sardi) altri paesi, era evidente che quello Statuto più non bastava, come > lombardi dichiararono apertamente. Ma la Costituente * dice il Governo potrebbe trascorrere oltre il segno e divenire un pericolo per la Monarchia,
Questa concezione della Costituente non essendo mutata nel decennio, o chiaro che la Monarchia si ritroverà decisa a respingere la Costituente,
La formula del plebiscito, dia voler for porte della Monarchia CostituwonsJe del re Vittorio Emanuele II ha tolto dì messo tutte le condizioni che gli uomini del 1848 avevano creduto di porre.