Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno <1952>   pagina <721>
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Il rvgtm*) ?o*titultimiate net primo doctnnto dello Statuto. 721
- Durante- la discussione sul progetto di legar per l'unioue delle Lombardia e delle quattro province venete, il Minuterò e battuto su mi emendamento proposto de Revel v appoggiato dajcii Altri ministri. Il che determina la crisi. Si trattava della >..;:--posizione della Consulta lombarda. K non en Mata posta, esplicitamente, alcuna qua* stiooe di fiducia. Malgrado questo. U Ministero ù presenta dimissionario ti giorno dopo-una mozione dal deputato Siotto Pinlor del ? luglio, sostiene, che il vota contrario al Ministero MI tana questione particolare non può prender* lo proporzioni di una quo uova dì Gabinetto* Ma l'istanza non fu raccolta; il Governo non era compatto; le notiate che cominciarono a pervenire dalla Lombardia crearono qudPatroostera *f*i-iaa aeree, otto la quale ai presento. Il 28 loglio alla Camere, il nuovo Minuterò pre-siedalo dal Casati. Queta aolnaione, di cui usci il cosiddetto*: Governo dei Lombardi getta olla crisi una luce abbastanza chiara: ai tratta di allargare. la compagine del Governo* in seguito alla annessione, e non della questione di fiducia aulTemeDdintento ministeriale, respinto, come accennammo, dalla Camera. Ma si deve osservare che l'an­nessione, volata dal Parlamento, e condiziona.ta dalla apertura della Costituente, non poteva rappresentare- quel fatto nuovo, che imponeaae o giustificasse la crisi. Aprendo le porte ai lombardi, che mantenevano un loro Governo provvisorio, ai voleva solo nel* l'intere*** della Corona, affidare il potere esecutivo ad nomini che ne assumessero, di la dal Ticino, la tutela e la dif esa come avrebbero fatto gli uomini di qua dal vecchio confine. Questa è la bussola, che regola i movimenti dei gruppi di Governo e di Corte di fronte al Parlamento: l'interesse della Corona, Perciò si erano ubaio allarmati alTncceano della Costituente, avevano evitato d'assumere impegni con gli altri Stati, che ai erano dati una Cotti turione, avevano messo insieme cosi nel primo Gabinetto presieduto dal Balbo, come nel secondo presieduto dal CasatL clementi conservatori, moderati e democratici, che non ne assicuravano l'organici Ul né la funrionalità.
Proposta indirettamente la questione di fiducia col progetto di legge dei deputati Ferraris. Boneompagni e Galvajcno per accordare poteri straordinari al Governo del re durante la guerra, casa viene votala a maggioranza nella tornata del -29 luglio. Sì invoca dai proponenti una te pubblica opinione che sembra sovrastare e distin­guerti dall'opinione del Parlamento, pure escludendo che ti debba a andarla a cercare nei tumulti della pubblica piazza . ira richiamo pero che torna con insistenza in tatti momenti ptù gravi della vita pubblica e parlamentare, che mette e taciterà in dubbio il valore delle norme costituzionali in casi di emergenza.
Votati i pieni poteri, la sessione * prorogata con decreto del luogotenente,, il 1 agosto.
Ma questo Ministero, che esercita insieme col re i pieni poteri conferiti dal Par­lamento, si rifiuta di assumere con la Corona la responsabilità dell'armistizio Salasco, Anche il nuovo Ministero Alfieri non riconosce l'armistizio, sollecita In mediazione franco-inglese e spinge alla guerra, E intanto compie atti di amministrazione che non eadono certamente nell'ambito dei poteri tra ardi nari per la condotta della guerra ormai perduta. Dopo le dimissioni dell'Alfieri, per dissensi con la Corona, gli succede il Perrone mantenendo la stessa compagine ministeriale.
Nella tornata del 19 ottobre, il Governo fa il suo rendiconto Ila Camera. Ma di Ih dalle difese e dalle accuse, la questione politica che si pone davanti al Parlamento, come davanti al Paese, e quella della guerra. Polche la maggioranza vuole la guerra, il Go­verno non pud restare a in quelle medesime mani che non parvero abbastanza vigo­rose, come dice con chiara metafora il deputato Buffa. Dopo una faticosa discussione angli emigrati e una vota rione in cui il Governo ebbe una maggioranza assai lieve, esso